Banca IFIS acquista stock da Unicredit, PwC e EY prevedono esplosione delle sofferenze e flessione dei rendimenti. Fare previsioni precise è difficile, ma molto dipenderà dalle scelte delle istituzioni, Governo in primis. In zona NPL i primi di luglio hanno risuonato del maxi-accordo con cui Unicredit cede a Banca Ifis un pacchetto ammontante a 335 milioni di euro. La sensazione, confortata anche dalle dichiarazioni rilasciate dai manager dell'istituto acquirente, è che anche in questa situazione difficile – quella del dopo e/o durante Coronavirus - ci sia chi crede e investe nel mercato dei crediti inesigibili. Ed è una notizia, non l'unica invero su questo scacchiere, che induce all'ottimismo. Ce n'è un gran bisogno, poiché altri dati, di recente diffusione, delineano scenari tendenti al fosco, quando non al tempestoso. Partiamo da PwC, che appena alla fine di giugno ci ha fatto sapere come siano attesi, in Italia, circa 100 miliardi di nuovi NPL, nei postumi della grande crisi. Non ci sarebbe granché da sorprendersi, in effetti: è l'onda lunga del blocco delle attività che riverbera sulla scarsa liquidità e sulle accresciute difficoltà per il recupero. In queste condizioni, è addirittura superfluo sottolinearlo, i crediti si deteriorano. Per la società di consulenza, ...leggi tutto

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Probabilmente le Guardie Civiche non ci “guarderanno”. Sembra che nessun volenteroso dilettante rischierà le proprie e le altrui ossa impartendo ordini poco autorevoli a cittadini già stressati e irritabili, causa mesi di lockdown e incertezza sulla ripresa futura. Pare che nessun improvvisato sceriffo senza stella scioglierà assembramenti e misurerà distanze tra un tavolo e l’altro, tra uno spritz e un moscow mule. E questa è la buona notizia. Perché il coro di obiezioni e proteste, per una volta quasi unanime, dà l’impressione di aver costretto il Governo alla marcia indietro, su un’idea che nel migliore dei casi può essere definita “ingenua”, almeno dal punto di vista delle annunciate scelte operative. Stabilire un rapporto immediato con le persone, basato su autorevolezza e fiducia nell’esperienza, prima ancora che su un’uniforme o una qualsivoglia investitura dall’alto, più o meno chiara, più o meno credibile, non è un lavoro facile, né per tutti. Da qui, naturalmente, iniziamo a intonare le dolenti note. Che, per quanto ci riguarda, la situazione Covid e post-Covid ha reso solo più amare del solito: a una certa noncuranza, a sintomi accennati di sordità e cecità, da parte delle istituzioni siamo abbastanza abituati, da un bel pezzo. La tragicomica parabola ...leggi tutto

E finalmente, si riapre. Almeno sembra. In attesa di conoscere nel dettaglio e di adeguarsi a quanto sarà stabilito per i differenti step della cosiddetta Fase 2, nei nostri ambiti d’attività, ci ritroviamo in questo spazio, per la prima volta da parecchie settimane, con la prospettiva di dover davvero affrontare l’uscita dal lockdown, quello economico. Davanti a quasi tutte le
Terzo editoriale in tempi di virus. E com’è ovvio si parla ancora di noi. Come professionisti, aziende, operatori e categorie. Non è certo nostro compito esprimere opinioni o valutazioni sulla gestione generale dell’emergenza, da parte degli organi preposti a tutti i livelli. Né almanaccare soluzioni, tempi, modi. Noi, come siamo abituati a fare, ci atteniamo alle disposizioni. E com’è nella

Notizie in prima pagina di Editoriale del direttore

Aggiornamenti dall’epoca Coronavirus: siamo allo stop quasi totale. Di cosa? Di tutto, si può dire. Dopo le scuole e le università, dopo bar e ristoranti, l’esigenza di bloccare la diffusione del contagio impone, ormai, l’altolà pressoché generalizzato di attività industriali, commerciali e dei servizi. Ci si muove sempre di meno (non solo nel senso stretto dei trasporti e degli spostamenti):
Paura, sicurezza, economia e finanza, scienza e innovazione: l’epidemia mondiale che ci ha sorpreso in queste settimane mette a nudo e in discussione molti dei temi a noi cari. E ci elargisce un monito: ricominciare pensando e costruendo bene. Perché la peggiore ipotesi è sempre dietro l’angolo. Pensavamo fosse influenza, invece era una pandemia. O quasi. Ebbene sì, anche chi
Deloitte stima che i passi da gigante di digitalizzazione e robotica avranno conseguenze enormi sul mercato del lavoro e sull’evoluzione delle competenze anche nell’ambito dei servizi. In un futuro già vicinissimo, con un mercato del tutto ridisegnato. Anche di questo si parlerà a Fiera del Credito 2020. Diciamoci la verità: quanti hanno memoria del lampionaio? Qualcuno in più ricorderà centraliniste
Una circolare del Ministero dell’Interno, dei primi di gennaio, rende più stringenti e impegnative le regole su autorizzazioni all’attività e relative cauzioni. Inoltre chiude le porte a futuri ampliamenti di competenze per i privati “appaltatori” di servizi sul territorio. C’è un sottile fil rouge che unisce tutta o gran parte dell’attività svolta, in questi ultimi anni, dalle associazioni di categoria

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