Alla vigilia del 34° Congresso ACMI, l’intervista al Presidente Roberto Daverio


a cura di Karen Giacomello
segreteria di redazione

Alla vigilia del 34° Congresso ACMI, l’intervista al Presidente Roberto Daverio

Il 24 ottobre 2018 presso il Centro Congressi Giovanni XXIII di Bergamo si terrà il 34° Congresso ACMI, un evento imperdibile per gli oltre 600 Associati e per tutto il settore della gestione del credito.


StopSecret ha intervistato il Presidente di ACMI, Associazione Credit Managers Italia, Roberto Daverio, alla vigilia di quello che sarà il 34° Congresso indetto dall’Associazione. L’evento offrirà numerosi dibattiti sui temi più caldi, uno sguardo particolarmente attento sulla formazione, come sempre, ma non solo: ACMI non smette di sorprendere e innovarsi e tra gli ospiti della giornata ci saranno Top Manager di livello internazionale, coach e campioni sportivi di alto livello. L’intervista:

Da dove nasce l’idea del processo di certificazione ACMI per la professione del Credit Manager?
 Nasce da anni di riflessione che ha visto nel tempo ACMI valutare diversi percorsi per poter al meglio valorizzare il ruolo ed il posizionamento sul mercato della figura di Credit Manager. Sino a ieri non esisteva un chiaro e affidabile percorso attraverso il quale il CM poteva vedersi accreditare e certificare da enti terzi la propria professionalità.
Nel marzo 2017 Acmi ha dato inizio ai processi di certificazione secondo UNI EN ISO 9001/2015 per il processo di gestione delle attività di valutazione del Credit Manager. Il principio di fondo è stato la ricerca di un miglioramento continuo.
Quando un’Associazione garantisce il monitoraggio delle proprie attività e dei processi dai quali nascono e focalizza l’attenzione sulla crescita e sulla qualità dei propri associati, il mercato percepisce un valore aggiunto ed un controllo di riscontro e verifica.
Certificare i processi associazionistici secondo lo schema della UNI EN ISO 9001, monitorare con apposite procedure la crescita dei propri associati, la qualità delle attività formative proposte ed alle quali partecipano, la frequentazione della vita associativa e il conseguente aggiornamento professionale che ne deriva sono benefici notevoli ed indiscutibili sia per il socio che per il mercato al quale si rivolge.
Il mercato ed il cliente finale sono tutelati da un circolo virtuoso che partendo dai servizi e monitoraggi della Associazione di fatto garantisce che l’Associato sia figura di riferimento ed affidabilità riconosciuta.


Quali sono le caratteristiche di un Credit Manager certificato, cosa può dare in più, in termini di professionalità, e in quali realtà è spendibile la sua certificazione?
La Prassi  è stata pensata e studiata in modo da valorizzare e allo stesso tempo contemperare la storicità, la professionalità, l’esperienza ed il livello di formazione del Credit Manager.

Il valore di questo processo porta a:

–           Garanzia per il professionista e per il mercato sul controllo delle competenze e sul continuo aggiornamento

–           Valorizzazione dell’immagine del singolo professionista e/o dell’azienda che rappresenta

–           Vantaggi competitivi e distintivi

–           Garanzia di ulteriore credibilità e qualificazione del proprio operato

–           Garanzia di affidabilità e credibilità per i nuovi profili riconosciuti e conseguente proposizione al mercato

La qualificazione della professione, come di ogni altra attività economica, non è basata solo su norme cogenti come nel caso degli Ordini professionali ma anche su strumenti (certificazioni, attestati, etc.) di carattere volontario, a volte anche con controllo pubblico ma più spesso lasciati all’autoregolamentazione dei privati ed alla credibilità che l’Associazione materializza sul mercato di riferimento per il proprio operare e per l’operato dei propri iscritti.
Per le professioni non regolamentate si pone fortemente il problema della qualificazione e della riconoscibilità delle professioni, del trasferimento delle competenze, della tutela dei lavoratori in assenza di strumenti terminologici che consentano di caratterizzare in modo univoco le molteplici attività professionali.
La necessità di  confermare attraverso un periodico percorso di certificazione, le proprie competenze, oltre che ad essere un stimolo per un costante crescita professionale è elemento di garanzia della qualità del proprio lavoro all’Interno dell’azienda e per la stabilità ed efficienza dei processi che presiede.
Un Credit Manager certificato pone l’azienda anche in una migliore posizione verso gli stakeholder ed il sistema bancario e finanziario.

Il prossimo 24 ottobre a Bergamo si terrà il 34esimo congresso ACMI. Uno degli argomenti al centro dell’attenzione sarà certamente la certificazione e poi di cosa si tratterà?
Parleremo del viaggio  che porta dalla certificazione del ruolo a quella del servizio e del processo.
Tratteremo e presenteremo un caso di successo, quello del Credit Manager di Moncler che oltre ad aver conseguito il certificato di Credit Manager e l’attestato  ai sensi  della legge 4/2013 unico con valore legale, ha concluso il progetto di certificazione del processo di Risk and Credit Management su schema TUV Rehinald. Una certificazione che, non appena sarà pubblicata la prima Prassi UNI in materia  fortemente voluta da ACMI, sarà estesa anche a tale standard nazionale che diverrà il principale se non unico schema di riferimento nel settore del credito.
Inoltre parleremo di Blockchain, Fatturazione Elettronica e tutti gli strumenti innovativi che l’era digitale ci mette a disposizione.
Come di consueto oltre alle tematiche tecniche affronteremo anche i soft skill con testimonianze toccanti di campioni dello sport , come Romina Modena campionessa Hand Bike e Mike Maric campione Mondiale di apnea.
E come sorpresa un altro campione affezionato ad Acmi verrà  a salutarci

Quali sono i progetti futuri dell’Associazione?
Abbiamo avviato una fase  molto importante, che è destinata ad andare avanti è chiaramente per noi l’avvio per qualcosa di nuovo, che possa aiutarci a centrare quell’obiettivo che ci siamo dati  cioè  il riconoscimento del mercato al  ruolo ed alla professione.
Noi davvero vogliamo essere l’unico punto di riferimento per il mondo del credito..
Vogliamo essere riconosciuti come un’ associazione  libera, forte e conservatrice dei valori, ma rivoluzionaria nell’attitudine al cambiamento. Perché c’è bisogno di cambiare.
Vogliamo un’associazione partecipata, vogliamo dare valore alle persone e vogliamo riconoscere i meriti.
Vogliamo promuovere la cultura del credito tra i nostri ragazzi, per continuare a dar vita a questa professione per costruire un’opportunità ai tanti che l’hanno persa o a quelli che non riescono a trovarla.
Stiamo lavorando per costruire la casa di tutti e non di uno, un contenitore civile di idee e di speranze. Un luogo diffuso dove potersi confrontare, dove partecipare.
È arrivato il momento di costruire qualcosa di nuovo è arrivato il momento di produrre un’onda di entusiasmo ACMI vuole mettersi  a disposizione  perché ognuno possa, proseguire questo viaggio.
In questo mio ultimo mandato da Presidente mi sono prefissato come scopo unico di lasciare a chi verrà dopo un ACMI  così come l’ho prospettata ed è per questo che ogni giorno noi del Consiglio Direttivo spendiamo le nostre energie, è per questo che abbiamo accettato gli incarichi, è per questo che continueremo a farlo. Su questo obiettivo saremo implacabili ed instancabili.
Al Congresso può nascere qualcosa di grande, di sincero, di credibile. Dipende da noi, dipende dalle scelte che farà ciascuno di noi. Il Congresso sarà il giorno in cui ci daremo finalmente un’identità.

La sfida è lanciata, ACMI c’è.

 


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