Crediti insoluti: quasi 1 impresa su 2 non è più operativa in fase pre-giudiziale, tra i privati il conto corrente resta il bene più pignorabile


a cura di Redazione
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Crediti insoluti: quasi 1 impresa su 2 non è più operativa in fase pre-giudiziale, tra i privati il conto corrente resta il bene più pignorabile

Il rapporto sui comportamenti del debitore presenta un’analisi delle principali caratteristiche dei crediti verso persone fisiche e giuridiche nel 2018.


La sesta edizione del DebtScreening, analisi quantitativa sui dati relativi ai soggetti debitori relativa all’anno 2018, prende come campione rintracci e ricerche anagrafico/patrimoniali su tutto il territorio nazionale, grazie alla collaborazione con importanti Istituti di credito, Utilities, Professionisti ed Aziende.

Lo studio realizzato da Abbrevia, si divide in due parti, analizzando nella prima sezione il debitore persona fisica e le sue caratteristiche demografiche e patrimoniali e nella seconda le imprese debitrici dal punto di vista anagrafico e giuridico oltre che da quello della capacità patrimoniale di risanare il proprio debito. I dati, trattati in maniera totalmente anonima, permettono di definire in maniera statistica le caratteristiche dei crediti insoluti all’interno del mercato italiano e profilare il debitore tipo e la sua evoluzione negli anni.


Il debitore persona fisica è, dal punto di vista demografico, un uomo (68%) tra i 35 ed i 54 anni (54%). Entrando negli aspetti legati alla sua professione vediamo come mediamente il 75% risulta avere un’occupazione, tenendo in considerazione i pensionati come percettori di un reddito e quindi occupati per l’obiettivo dell’analisi; lievi le differenze tra nord e sud. In ottica di recupero del credito 1 debitore su 2 possiede un reddito da dipendente o da pensione mentre il 43% risulta essere esponente in un’impresa. Dal punto di vista patrimoniale il bene più facilmente individuabile per la fase di pignoramento è il conto corrente (72% dei debitori), seguito dai veicoli (65%) e le proprietà immobiliari con il 46%.

L’analisi sulle imprese debitrici restituisce invece delle forme giuridiche più ricorrenti con le S.r.l. che costituiscono il 48% del campione, mentre dal punto di vista dell’anzianità solo 1 su 10 appartiene alla classe delle neocostituite (da 0 a 3 anni di attività). Altro aspetto è quello legato al settore di appartenenza che vede il 21% del campione specializzato nel commercio al dettaglio; altri settori particolarmente a rischio sono il settore edile ed il comparto HoReCa (15% e 10% sul totale). Altro elemento importante è quello degli eventi negativi che vengono riscontrati nel 51% dei casi, suddivisi tra protesti, pregiudizievoli e procedure concorsuali.

Un dato decisamente rilevante è l’operatività delle imprese debitrici al momento dell’affido che fa registrare un 44% di imprese ormai non più operative. L’analisi degli aspetti patrimoniali viene svolta tenendo in considerazione lo stato di operatività dell’impresa che influisce sulla percentuale di beni patrimoniali intestati. Si va dal 38% di immobili intestati sulle imprese operative contro il 18% di quelle non operative; medesime differenze per i veicoli (65% vs 38%) e per il conto corrente (85% vs 36%). Questo gap tra le due categorie di imprese sottolinea l’importanza di gestire in maniera rapida il proprio portafoglio crediti e la relativa difficoltà nella gestione ed il recupero giudiziale degli NPL con anzianità elevata.

Per maggiori dettagli e approfondimenti scarica il DebtScreening Completo.

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