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Crediti Utp: prevenire è meglio che curare


a cura di Redazione
segreteria di redazione

Crediti Utp: prevenire è meglio che curare

Gli Unlikely to Pay preoccupano le banche italiane e la Bce. Per risolvere il problema servono interventi specifici e competenze differenti dal mercato degli Npl.

Dopo anni in cui l’attenzione delle banche e della Bce erano rivolte per lo più al mercato degli Npl, ora l’occhio del ciclone si sta spostando verso i cosiddetti crediti Utp, che attualmente sfiorano i 100 mld lordi. Gli Unlikely to Pay (letteralmente,”improbabile che paghi”) sono crediti per cui è considerato piuttosto difficile un rimborso integrale. Diversamente dai non performing, questa categoria di crediti necessiterebbe di una strategia e competenze specifiche, al fine di risolvere il problema a monte ed evitare che le inadempienze probabili si trasformino in sofferenze. 

Negli ultimi mesi, le banche italiane si stanno muovendo in questo senso, propendendo a cedere i crediti Utp prima che quest’ultimi si trasformino in crediti deteriorati. “Le banche cercano di intervenire prima che il debitore fallisca, quando ancora esiste l’opportunità di cedere operazioni potenzialmente vive, non pregiudicate da aste giudiziarie” ha sottolineato Massimiliano Bertolino, Ad di Frontis Npl, società specializzata nell’acquisizione e nella gestione di Npl con garanzie immobiliari “Se non è in atto un processo di vendita giudiziaria, si risparmiano costi e tempo e si abbattono i rischi. Lavorare su immobili ancora di proprietà consente di preservarne il valore e dà adito a operazioni certamente più interessanti”. 

Nel caso degli Utp infatti, va considerato che il debitore è ancora presente e vivo, motivo per il quale l’obiettivo non è tanto il recupero del credito, ma la gestione del debito. Banca Ifis fa notare come, “gli Utp ci richiedono proprio questo: si tratta di prestiti per i quali la conoscenza (e la gestione attenta) della storia dell’azienda e di tutti i suoi dati rappresenta il focal point. Per farlo bisogna stare sul mercato, sviluppare competenze specifiche, conoscere il mondo del credito e quello delle imprese in ogni singola sfaccettatura”. Durante questo percorso alcune aziende saranno abbandonate al loro destino, altre verranno ristrutturate. Lo stesso debitore, in quanto presente e vivo, dovrebbe essere partecipe dell’operazione, sapere a chi è stato ceduto il debito. 

Infine, un altro aspetto da considerare è quello delle competenze immobiliari che consentono di stabilire il reale valore del credito. Ad oggi, le competenze immobiliari non sono presenti all’interno delle banche, salvo che in alcuni casi sporadici, come il portafoglio Sandokan di UniCredit. Tuttavia, vista la situazione, diverrà necessario prendere le opportune misure anche in questo senso. 

 

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