Fintech: quali sono le fonti di credito alternative


a cura di Redazione
segreteria di redazione

Fintech: quali sono le fonti di credito alternative

Considerata la difficoltà per le Pmi di ottenere dei prestiti dalle banche, in Italia sta prendendo piede la finanza digitale che facilita l’accesso al credito da parte delle piccole aziende.

È un dato di fatto, per le Pmi è sempre più difficile accedere al credito attraverso i canali tradizionali. Stando all’ultimo report trimestrale dell’Ufficio Studi di Confartigianato, i prestiti alle piccole aziende da parte delle banche hanno una crescita pari a zero, a seguito di un trend negativo che dura ormai da sei anni e mezzo. Secondo gli istituti di credito, elargire un prestito ad una piccola azienda significa assumersi un rischio aggiuntivo che in pochi vogliono correre. Conseguenza? Considerato che l’economia del Paese si basa principalmente sulla piccola media impresa, la crescita stenta continuamente a decollare.


Per fortuna, negli ultimi anni, in Italia si stanno diffondendo forme alternative di accesso al credito, tra le quali la finanza digitale o fintech. Il settore del fintech comprende tutte le app e le piattaforme che hanno digitalizzato la creazione e la distribuzione dei prodotti finanziari. Sono molteplici le modalità e le soluzioni con cui le Pmi possono finanziare un progetto o ottenere un prestito attraverso fintech e spaziano dal crowdfunding al p2p lending, passando per invoice trading e l’economia circolare.

Primo per ordine, c’è il crowdfunding, la raccolta fondi online che ha trovato la sua fortuna con le startup innovative. Dal 2017 questo prezioso strumento di accesso al credito è stato allargato anche alle Pmi, in modo che possano recuperare in breve tempo i capitali utili a un progetto. Inoltre, va sottolineato che le campagne di crowdinvesting possono essere anche un’ottima occasione per le aziende per farsi pubblicità.


Un’altra fintech in costante crescita è il p2p lending. Per Peer-to-peer lending s’intende il prestito erogato da privati a privati sul web attraverso piattaforme di social lending e rappresenta un’ottima soluzione di credito per le imprese e un’opportunità di investimento per i risparmiatori. Nel 2018 il p2p lending è cresciuto esponenzialmente, registrando a giugno un aumento del 74% di richieste di credito e un erogato pari a circa 768 milioni di euro.

Altre forme alternative di accesso al credito consistono nelle monete parallele o complementari. Una di queste, è la Ico (Initial Coin Offering) cioè una forma di finanziamento realizzata tramite tecnologia blockchain attraverso la creazione di un “token” che viene ceduto agli investitori a fronte di un corrispettivo iniziale. Liberex, invece, è una moneta complementare all’interno di Liberex.net circuito progettato per facilitare le relazioni tra aziende operanti nello stesso territorio, che si finanziano reciprocamente a tasso zero. Infine, uno strumento molto utilizzato è la piattaforma web Credimi, che si occupa è di factoring digitale per le piccole imprese e ad oggi ha a disposizione fondi sufficienti all’erogazione di 300 milioni di finanziamenti per le Pmi.


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