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Hoist Finance in Italia: l’acquisizione di Maran e non solo. L’intervista a Clemente Reale

StopSecret Magazine ha intervistato Clemente Reale, Country Manager di Hoist Finance in Italia, chiedendogli dei dettagli riguardo all’interesse della società svedese per il mercato italiano.
Hoist Finance è una società svedese attiva nella ristrutturazione del debito per banche e istituzioni finanziarie internazionali e specializzata nell’acquisto e nella gestione di crediti performing e non-performing. Nel 2014 ha acquisito la TRC SpA, società italiana con oltre 40 anni di esperienza nel settore guidata da Clemente Reale, con la quale aveva iniziato una collaborazione nel 2011.
In Italia, Hoist ha investito oltre 800 milioni di euro acquistando portafogli dalle più importanti istituzioni bancarie e finanziarie e con 9 miliardi di euro di NPL in gestione è tra i principali players di settore.
Nel 2019 Hoist Italia ha ottenuto il riconoscimento Great Place to Work Certified 2019 che premia gli ambienti di lavoro italiani di qualità, secondo un’analisi che tiene in considerazione parametri quali il clima organizzativo e le politiche di gestione dei collaboratori.
Durante l’intervista, abbiamo voluto approfondire i progetti futuri del gruppo svedese. oltre ai risultati ottenuti in passato, tra i quali la recente acquisizione di Maran.
Gentile Dott. Clemente Reale
L’Italia rappresenta il primo mercato per Hoist Finance. Il nostro Paese continua ad essere interessante per voi?
Certamente sì. Hoist Finance ha deciso di investire in Italia perché considera il nostro Paese un mercato strategico.
Nonostante sia partita in ritardo rispetto agli altri Paesi nelle operazioni di cessione di NPL, successivamente l’Italia – grazie alle grandi operazioni come Monte dei Paschi e Intesa Sanpaolo – è riuscita a ridurre notevolmente la mole di questi titoli e a diventare, insieme a Spagna e Grecia, un paese interessante per operatori come noi.
Il Gruppo nel 2018 ha dedicato all’Italia il 30% degli investimenti globali pari a 500 milioni di euro. Nel 2018 i ricavi in Italia sono stati di 74,4 milioni di euro, con un aumento del 50% rispetto all’anno precedente, e l’anno scorso abbiamo acquisito crediti per un ammontare di circa 1,3 miliardi di euro, con un investimento che ha fatto registrare una crescita del 42% rispetto al 2017.
Da quando Hoist è arrivata in Italia, nel 2014, ha investito oltre 800 milioni di euro acquistando portafogli dalle più importanti istituzioni bancarie e finanziarie.
Oggi gestiamo oltre 9 miliardi di NPL, risultando tra i principali player del settore in Italia, e fra gli 11 Paesi in cui opera il Gruppo Hoist, la sede italiana è prima sia per ricavi, sia per personale, sia per investimenti.
Avete intenzione di crescere ancora?
Quest’anno abbiamo concluso l’operazione di acquisizione della società umbra di recupero crediti Maran, che ha permesso a Hoist Finance di rimanere tra i primi tre servicer italiani di unsecured. Il nostro obiettivo nel breve termine è quello di perfezionare l’acquisizione, che ha richiesto quasi 24 mesi e ha permesso alla società di non subire alcun licenziamento.
Nel medio termine potremmo valutare eventuali opportunità del mercato ed effettuare altre operazioni del genere per restare competitivi, ottimizzare i processi di gestione e garantire una maggiore specializzazione unsecured e secured.
A quali scenari assisteremo nel mercato NPL?
Nei prossimi mesi si svilupperà sempre più il mercato secondario, in particolar modo in Italia rispetto agli altri Paesi data la grande massa di crediti in mano ai fondi.
Si assisterà ad una politica di vendita di “subsegmenti” di portafoglio: chi acquista grandi portafogli, li segmenta e li vende a realtà specializzate, con l’obiettivo di rendere ancor più efficiente la gestione e ottimizzare il recupero.
Negli ultimi mesi questo tipo di operazioni stanno aumentando sempre più, rappresentando di fatto un approccio industriale alla gestione del credito, che sta arrivando anche nel nostro Paese.
Come conseguenza, prevedo che i player attivi in questo settore andranno a ridursi e resteranno solo quelli più grandi.
Qual è la suo opinione sul mercato secondario e sulle norme europee in discussione?
Il mercato secondario del servicing nella gestione dei crediti si sta rivelando interessante per i grandi gruppi internazionali.
A mio avviso però non credo sia necessaria una regolamentazione come quella che hanno intenzione di fare a Bruxelles dal momento che il mercato del recupero crediti è e rimane a livello locale. Se si comprano dei crediti in Italia si deve avere una struttura italiana o un servicer italiano, non si possono gestire da Londra o da Bruxelles.
Il compito dei grandi gruppi è quello di fornire le tecnologie necessarie per ottimizzare il processo di recupero. Ma l’ultimo miglio continua ad essere in mano agli operatori locali, che devono continuare a progredire per restare al passo coi tempi e collaborare in maniera costruttiva con i grandi gruppi internazionali come Hoist Finance.
Clicca qui per guardare la video intervista a Clemente Reale durante l’evento Fiera del Credito 2019

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