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Le difficoltà nel recupero giudiziale del credito


a cura di Redazione
segreteria di redazione

Le difficoltà nel recupero giudiziale del credito
Le criticità che incontrano gli addetti ai lavori nel sistema giudiziario italiano in materia di recupero giudiziale del credito

Un intervento del Garante della Privacy, due dei rappresentanti del Governo, tre tavole rotonde con 18 prestigiosi ospiti che si confronteranno per mettere in luce tutti gli aspetti della gestione del credito.

Questi sono i numeri dell’evento “Credito: tutti per uno, tutela per tutti” che si terrà il 14 aprile 2016 alla Camera dei Deputati.

Tra i vari protagonisti ci sarà Christian Faggella, avvocato dello Studio Legale La Scala di Milano al quale abbiamo chiesto quali sono le maggiori difficoltà riscontrate nel recupero giudiziale del credito.

Questi i maggiori elementi di criticità che secondo l’esperienza dell’Avv. Christian Faggella, si incontrano sicuramente:

1) I tempi della giustizia: c’è una distanza abissale tra le aspettative del creditore di ottenere il risultato della propria azione di recupero e i tempi medi necessari per arrivare all’epilogo delle varie fasi in cui si struttura il processori recupero: Es. 1 anno e mezzo per passare da una diffida all’ordinanza di assegnazione in un procedimento di esecuzione presso terzi, mesi per l’ottenimento di formule esecutive di un decreto etc

2) Inefficienza del sistema giustizia: qui non si tratta dei tempi ma di inefficienze di vario tipo, di cui un aspetto peculiare è quello della totale diversità di prassi/organizzazione etc da Tribunale a Tribunale quando addirittura non da giudice a giudice. Un sistema di regole e usi non coerente e organico è una delle cose che maggiormente pregiudica la possibilità pianificazione e programmazione, e questo spesso incide negativamente sul livello di confidence che talune mandanti (es fondi stranieri) hanno sul recupero giudiziale

3) Non disponibilità (al di là di qualche provvedimento rimasto sulla carta) di un efficiente sistema “istituzionale” di raccolta/gestione delle informazioni reddituali/patrimoniali dei debitori con accessi alle banche dati della P.A., apprensione dei beni (es. leasing targati) etc. Troppo spesso il debitore beneficia delle difficoltà del creditore a reperire beni su cui soddisfarsi.

4) Scarsa “cultura” aziendale, in seno alla struttura mandante, del recupero giudiziale e di tutte le sfaccettature (operative, processuali, etc.) che lo connotano.

Ti aspettiamo all’evento “Credito: tutti per uno tutela per tutti” per analizzare nel dettaglio tutte le criticità nella gestione del credito e per valutare le possibili soluzioni che si prospetteranno, clicca qui per iscriverti entro il 10 aprile.

di Clementina Mori
© Riproduzione riservata

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