Multe non pagate in aumento: il recupero stragiudiziale è la soluzione


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Multe non pagate in aumento: il recupero stragiudiziale è la soluzione
I comuni incassano una multa su tre. In Parlamento il ddl per il recupero stragiudiziale dei crediti.


In Italia, negli ultimi 10 anni, c’è stato un aumento del 1.487% di multe automobilistiche, il tasso più alto d’Europa. A questo si aggiunge che solo due italiani su dieci pagano la contravvenzione senza contestarla, mentre l’88% impugna il verbale dinanzi al Prefetto o al Giudice di Pace: un altro primato negativo. Nell’anno precedente i comuni sono riusciti ad incassare appena una multa su tre, per non parlare della percentuale pressoché simile di tariffe e tasse non pagate. Gli enti locali, già oberati dai tagli sulla spesa, si trovano di fronte ad un problema molto grave, che gli espone a seri rischi, default compreso. Secondo il presidente di UNIREC (Unione Nazionale Imprese a Tutela del credito) Marco Pasini la soluzione è a portata di mano: riscuotere i crediti insoluti ed esigibili attraverso il recupero stragiudiziale, un sistema celere ed efficace, che non richiede l’intervento di avvocati e giudici, ma si affida al supporto delle agenzie private di recupero crediti.

Il tema della gestione e della riscossione dei crediti da parte della Pubblica Amministrazione si trova al centro di tentativi di riforma ormai da molti anni. Attualmente in Parlamento si sta discutendo un disegno di legge, il ddl 2263 presentato dalla senatrice Lucrezia Ricchiuti, componente della VI Commissione Finanze e Tesoro, che predispone un quadro di regole in materia di recupero stragiudiziale dei crediti della Pubblica Amministrazione. Il ddl avrebbe dovuto essere inserito nella legge di bilancio già lo scorso anno, ma il voto al Referendum ha fatto saltare i piani.


Nonostante questo, a fine 2016 Consip aveva presentato un bando per la riscossione stragiudiziale dei crediti da parte dei comuni che legittimava pienamente l’attività di recupero svolta dalle imprese ex art. 115 Tulps in favore dell’amministrazione pubblica. Tra i requisiti necessari era espressamente indicato il possesso di licenza ex art. 115 Tulps, in linea con gli orientamenti giurisprudenziali prevalenti. La Consip esplicitava chiaramente la possibilità per gli enti locali di richiedere alle agenzie di recupero crediti il supporto per la gestione dei propri crediti in forma diretta a una o più delle seguenti fasi: riscossione ordinaria, accertamento, recupero stragiudiziale, riscossione coattiva.

Il bando Consip era stato salutato come un successo della costante e paziente opera di accreditamento portata avanti in questi ultimi anni dagli operatori del settore, in primis dall’Unirec. In proposito, il presidente Pasini sottolinea ad oggi che “la soluzione c’è, basta metterla in atto. In Inghilterra esiste un sistema pubblico-privato che consente all'ente di decidere quale strada ritiene di applicare. Anche negli Stati Uniti è stata introdotta una normativa che obbliga gli enti locali ad affidarsi ai privati per il recupero dei crediti. Noi stiamo chiedendo da tempo un sistema simile”.

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