Npl, in Italia è record di cartolarizzazioni


a cura di Redazione
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Npl, in Italia è record di cartolarizzazioni

Secondo i dati Fvc, pubblicati dalla Bce, l’Italia è il primo Paese europeo per volume di cartolarizzazioni


L’Italia al primo posto in Europa per volume di cartolarizzazioni. È quanto emerso dai dati Fvc (Financial vehicle corporations), le società utilizzate per le cartolarizzazioni, e pubblicati dalla Banca Centrale Europea: al termine del 2018 le consistenze di operazioni originate dalle banche italiane (272,1 miliardi) staccavano di gran lunga quelle create dalle altre banche europee. La necessità da parte degli istituti di credito di liberarsi degli Npl è stato sicuramente il motivo predominante di queste operazioni.

Infatti, secondo i numeri della Banca d’Italia, al termine dello scorso anno, il 55% del volume delle cartolarizzazioni (133 miliardi su 277) era legato ai crediti deteriorati. Un trend in continua crescita: nel 2017 il 47% delle consistenze era legato agli Npl, mentre nel 2016 questa tipologia di operazioni superava a malapena  il terzo del totale delle cartolarizzazioni. Questi risultati sono stati raggiunti in particolare grazie alle Gacs, lo strumento di garanzia pubblica, e a una netta accelerazione delle operazioni nell’ultimo trimestre del 2018.


Questa accelerazione ha comportato tuttavia una fase di rallentamento nei primi due mesi del nuovo anno, fenomeno che non ha riguardato solamente l’Italia ma anche il resto d’Europa. Il calo della operazioni è in parte legato all’attesa per l’entrata in vigore delle nuove norme sulle cartolarizzazioni Sts, che offrono vantaggi alle banche emittenti, ma la cui regolamentazione dev’essere ancora completata.

Tuttavia, tra gli operatori di settore si respira un’aria di fiducia. Anche Moody’s ha ribadito di recente di attendersi per l’Italia una sostanziale conferma del volume di emissioni registrato nel 2018 con possibile utilizzo esteso anche ai crediti Utp. Nel frattempo, il rinnovo della Gacs è stato raggiunto, ma rimane da capire a quali condizioni: secondo gli esperti il dato più sensibile per le banche riguarda il costo della garanzia, che potrebbe essere rivisto al rialzo.

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