Npl: per l’Italia un 2018 da record


a cura di Redazione
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Npl: per l’Italia un 2018 da record


Debtwire ha pubblicato uno studio relativo alle cessioni di non performing loans in Europa, in Italia ceduti 103,6 miliardi di euro


Secondo Debtwire, il mercato italiano degli Npl è stato il più attivo in Europa: l’Italia ha ceduto circa la metà del totale dei crediti deteriorati europei. Il nostro Paese ha chiuso il 2018 con una cessione da record, per un totale di 103,6 miliardi di euro, più del doppio rispetto ai 47,3 dell’anno precedente. L’Npe ratio nei bilanci delle banche italiane è sceso a 222 miliardi di euro a giugno. Secondo lo studio di PwC, i Bad loans e i crediti Utp hanno raggiunto rispettivamente 130 miliardi e 86 miliardi di euro.

Gran parte di questo successo va alla Gacs, lo schema di garanzia pubblica, che ha favorito lo smaltimento dei crediti deteriorati ricoprendo quasi la metà del totale delle cessioni di Npl, vale a dire circa 44,8 miliardi di euro. Tra gli accordi conclusi con la garanzia statale, Debtwire ricorda la maxi-operazione da circa 24 miliardi di euro di Monte dei Paschi, tranche senior, mentre le tranche mezzanina e junior sono state comprate da Quaestio SGR. Un’altra importante operazione riguarda Banco Bpm, che vuole ottenere la Gacs sulla trance senior del Progetto Ace da 7,8 miliardi di euro, mentre prevede di vendere le tranche mezzanina e junior al fondo Elliot.


Sul fronte UniCredit, la banca di Piazzetta Cuccia è l’unica che ha annunciato la vendita di tranche senior nel mercato. In un precedente accordo con Banco Bpm, Christofferson, Robb & Company ha acquistato tranche junior e mezzanine per 203,8 milioni di euro, che riguardavano sofferenze con un valore contabile lordo di 5 miliardi di euro. Davidson Kempner è stato un altro acquirente attivo, acquistando tranche mezzanine e junior per un totale di 86,9 milioni di euro da Banca Ubi e tranche mezzanine e junior per un totale di 76,8 milioni di euro da Creval.
La garanzia pubblica scadrà il 6 marzo prossimo. I politici stanno ancora discutendo del rinnovo del programma e l’eventuale inserimento delle operazioni che riguardano le inadempienze probabili.

Un’altra importante tendenza registrata da Debtwire è stata la vendita di servicer e piattaforme per la gestione dei non performig loans. In primis, l’accordo tra Intesa Sanpaolo e Intrum per l’acquisto del 51% della piattaforma Npl. Analogamente, a dicembre si è conclusa anche l’operazione tra Banco Bpm, Elliott e Credito Fondiario con la vendita della piattaforma di gestione dei crediti deteriorati.
L’anno appena conclusosi è stato molto importante sul fronte degli Npl. Il focus di quelli a venire riguarderà, come ha sottolineato anche Pwc, il problema dei crediti Utp.


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