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Npl, sale a 80 miliardi il valore delle sofferenze in gestione al recupero crediti

Secondo il report annuale di Unirec, il volume dei crediti deteriorati in affidamento al comparto del recupero crediti è aumentato del 15% rispetto al 2016

Nel 2017 il valore degli Npl in gestione al settore del recupero crediti è salito a circa 80 miliardi, segnando un +15% rispetto all’anno precedente. Questo è quanto si evince dal report di Unirec, che verrà presentato il 24 maggio presso la sede di Confindustria in occasione dell’Annual report. L’evento coinciderà con il 20esimo compleanno dell’associazione italiana del comparto del recupero crediti, che attualmente conta 209 associate, ovvero l’85% del mercato nazionale.
Il report mostra come l’accelerazione sullo smaltimento dei non performing loans abbia aperto nuove prospettive di business per il settore del recupero crediti, anche se la crescita “non è direttamente proporzionale ai volumi che passano al recupero crediti”. Infatti, come ha spiegato Marco Pasini, presidente di Unirec, “i numeri del recupero crediti confermano il trend già registrato dal sistema bancario, e cioè la contrazione dei flussi di crediti che entrano in sofferenza. L’aumento dei volumi riflette il fatto che istituti di credito e società finanziarie si stanno liberando di crediti in sofferenza di vecchia data”. Non a caso all’aumento dei volumi di Npl in entrata, corrisponde la riduzione del numero delle posizioni, cioè dei singoli nuovi crediti che entrano in sofferenza, da 35 a circa 33 milioni di euro.  Il valore dei crediti deteriorati “datati” rispetto al totale del volume gestito dal recupero crediti è salito da 26 miliardi di euro nel 2016 a 30 miliardi nel 2017. “L’aumento della quota di antiche posizioni in sofferenza” ha sottolineato lo stesso Pasini “implica che le percentuali del credito che possono essere recuperate siano più basse, proprio perché si tratta di partite di vecchia data”. A dimostrarlo sono ancora una volta i numeri, che indicano come mediamente i tassi di recupero per i crediti deteriorati recenti si attestino attorno al 10%, mentre per gli Npl più datati attorno al 2%.
Il report di Unirec inoltre ha evidenziato come su 33 milioni di posizioni gestite dalle associate 28 sono riconducibili a famiglie con debiti medi di circa duemila euro, mentre la restante fetta appartiene alle imprese con posizioni nettamente superiori.
Infine, tra i committenti delle società rappresentate dall’Associazione figurano anche i fondi internazionali. Quest’ultimi nel 2017 hanno registrato un fatturato di circa 730 milioni, con un aumento del 5% rispetto al 2016 e un recupero dei crediti deteriorati in linea con l’anno precedente.
A cura della Redazione
© Riproduzione riservata

 

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