Quando e’ lo Stato a non pagare i debiti commerciali


a cura di Redazione
segreteria di redazione

Quando e’ lo Stato a non pagare i debiti commerciali
Facciamo il punto a due anni dal decreto legge


Il primo evento organizzato quest’anno da StopSecret Magazine tratterà i debiti ed i crediti della Pubblica Amministrazione e si terrà a Roma il prossimo 18 febbraio 2016 presso la prestigiosa location della Camera dei Deputati – Auletta dei Gruppi Parlamentari (vai alla presentazione dell’evento).

Il problema dei debiti arretrati della Pubblica Amministrazione nei confronti di creditori commerciali è annoso e complesso. La complessità è data soprattutto dal fatto che questi debiti sono quasi interamente (95%) riferiti alle amministrazioni locali, pertanto è difficile avere un monitoraggio della situazione aggiornato ed uniforme.


Circa due anni fa lo Stato ha cominciato ad affrontare il problema con le misure contenute  nel Decreto Legge 35/2013(che ha messo a disposizione ca. 40 miliardi di Euro per gli anni 2013 e 2014), Decreto Legge 102/2013 (con il quale il Governo ha stanziato ulteriori 7,2 miliardi di euro per il 2013), dalla Legge di Stabilità 2014 (che ha stanziato 0,5 miliardi) e nel Decreto Legge 66/2014 che ha messo a disposizione una quota aggiuntiva di 9,3 miliardi. Questi testi prevedono inoltre delle procedure di gestione del credito che dovrebbero, condizionale d'obbligo, impedire che il problema si riformi, nella misura in cui lo stimava la Banca d'Italia a fine 2012, con ben 91 miliardi di euro di debiti arretrati.
Alla fine del 2014 il dato era sceso a 70 miliardi.

Fino a luglio di quest'anno il MEF (Ministero Economia e Finanza) ha complessivamente messo a disposizione 44,6 miliardi di Euro, attraverso diverse modalità: risorse finanziarie, intervento sul patto di stabilità, compensazione tra debiti e crediti e cessione del credito garantito dallo Stato.

Secondo la nuova normativa tutti gli enti pubblici sono tenuti a pagare le fatture entro 30 giorni dalla data di emissione, in alcuni casi il pagamento può slittare a 60 giorni.
Il MEF ha predisposto una piattaforma di monitoraggio dei crediti commerciali, che registra il totale delle fatture trasmesse alle pubbliche amministrazioni ed il relativo pagamento.
Purtroppo i dati a disposizione si riferiscono ai solo enti “virtuosi” (solo il 32%), cioè quegli enti che comunicano i dati e che, generalmente, pagano le fatture in tempi rapidi.
Il tempo medio di pagamento che si rileva dai dati a disposizione del cruscotto è di 41 giorni, dato ancora molto distante dalla pratica comune.
L'impegno del MEF è di portare alla corretta comunicazione dei dati tutti gli enti entro 30 giugno 2017.

Vi aspettiamo il 18 febbraio 2016 all’evento “Pubblica Amministrazione: Debiti & Crediti” dove approfondiremo l’argomento con autorevoli relatori.

di Laura Torresan
© Riproduzione riservata

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