Recupero crediti, il Tar del Lazio accoglie il ricorso di Cr Service


a cura di Redazione
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Recupero crediti, il Tar del Lazio accoglie il ricorso di Cr Service

Si è chiuso positivamente il ricorso di Cr Service contro il provvedimento emesso a suo danno dall’AGCM per pratica commerciale scorretta


Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso di Cr Service, azienda che opera nel campo del recupero crediti stragiudiziale, annullando di fatto il provvedimento impugnato dall’AGCM, l’Autorità garante della concorrenza e del mercato. Tale provvedimento era stato emesso dall’Autorità in data 12 febbraio 2014, in quanto l’agenzia di recupero crediti “avrebbe posto in essere una pratica commerciale scorretta ai sensi degli artt. 20, c. 2, 24 e 25 del codice del consumo, con il quale è stata irrogata una sanzione amministrativa di 10.000 euro ed è stato deliberato che suddetta società debba comunicare all’Autorità le iniziative assunte in ottemperanza al divieto di diffusione o continuazione della pratica commerciale”.

La decisione dell’AGCM era stata presa poiché, secondo la stessa, Cr Service avrebbe richiesto, in sede di sollecito di crediti vantati da Compass S.p.A., “delle somme non dovute e ulteriori rispetto al mero importo del credito e nell’aver utilizzato, in sede di richiesta, modalità aggressive”. L’agenzia di recupero crediti ha così presentato ricorso contestando la mancata valutazione di alcune prove prodotte da Cr Service e della documentazione dell’attività svolta presso i debitori, e lamentando l’irragionevole imposizione di un onere probatorio negativo e un’estensione delle condotte sanzionate rispetto a quelle oggetto di istruttoria. Inoltre, l’Autorità non avrebbe ricostruito correttamente le modalità attraverso le quali Cr Service svolge l’attività di recupero crediti. Cr Service ha evidenziato infine l’inconsistenza del supporto probatorio utilizzato nel provvedimento per affermare l’aggressività della pratica.


Accogliendo il ricorso, i giudici hanno sottolineato che “in conclusione, il provvedimento risulta caratterizzato da radicali carenze istruttorie e argomentative, ciò che rivela un’insanabile eccesso di potere per difetto di fondamentali presupposti del corretto esercizio della funzione ispettivo-sanzionatoria”.

L’amministratore delegato di Cr Service, Carmelo Chiofalo, ha espresso grande soddisfazione per la sentenza. “Finalmente è stata fatta giustizia” ha dichiarato Chiofalo “la sentenza chiude un’annosa vicenda e chiarisce molto bene, purtroppo dopo tanto tempo, quello che abbiamo sempre sostenuto in tutti questi anni, ovvero la completa e assoluta correttezza del nostro operato. L’azienda che rappresento è da sempre attenta oltre che ai risultati proprio alla conformità normativa e deontologica e abbiamo sofferto moltissimo per questa situazione che ci vedeva ingiustamente parti di un procedimento per altro per una sola lettera (Nb che la sentenza chiarisce come corretta ed autorizzata) a fronte delle centinaia di migliaia di pratiche gestite annualmente con grande attenzione senza mai un problema di cui non si era tenuto conto. La sentenza fa giustizia, ed è importante non solo per noi, ma per tutti i colleghi e riconosce la professionalità del nostro personale. In ultimo, sebbene l’avvocatura ritenesse “simbolica” la sanzione, noi l’abbiamo sempre ritenuta ingiusta, non tanto per l’importo modesto, bensì perchè faceva emergere una realtà inesistente e ha trascinato per troppo tempo l’azienda in un danno d’immagine ingiusto e ingiustificato”.

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