Recupero crediti, Italia al 28° posto


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Recupero crediti, Italia al 28° posto

Secondo l’indagine internazionale sul recupero dei crediti, realizzata da Euler Hermes, l’Italia è al ventottesimo posto su 50 Paesi. Svezia, il paese più virtuoso


L’Italia è al 28esimo posto tra i 50 Paesi del mondo coinvolti nell’indagine internazionale dedicata al recupero dei crediti realizzata dalla società Euler Hermes, leader mondiale dell’assicurazione crediti e facente capo al gruppo Allianz. Lo studio ha rilevato le dinamiche relative al recupero dei crediti a livello globale. La classifica è stata stilata sulla base di tre fattori chiave: le pratiche e le abitudini di pagamento, i procedimenti giudiziari e le procedure legate alle insolvenze aziendali. Come unità di misura è stato utilizzato il sistema del Collection Complexity Index, il quale assegna ad ogni paese un punteggio che va da 0 a 100, dove 0 è il livello di difficoltà più basso nel recupero del credito e 100 quello più alto. In base al punteggio ottenuto, ai paesi interessati sono stati attribuiti uno dei seguenti livelli: Severe, Very High, High, e Notable. All’Italia, affiancata in graduatoria da Colombia e Singapore, è stato attribuito il livello High.

Dallo studio sono emerse le principali problematiche che l’Italia dovrà affrontare nel settore del recupero crediti. Innanzitutto, l’estrema debolezza del sistema legislativo e l’eccessiva burocrazia nelle procedure amministrative; seguono i ritardi e i costi procedurali troppo elevati, una difficile applicazione delle decisioni giudiziarie e, nel caso di procedure fallimentari, le scarse possibilità da parte dei creditori di recuperare il proprio credito. A questo si aggiunge un tasso piuttosto elevato di ritardo nei pagamenti che mette l’Italia tra i peggiori paesi a livello globale. I creditori italiani infatti impiegano in media 85 giorni per saldare i loro debiti nel settore privato, e dai sei mesi a un anno nel settore pubblico. Inoltre, sebbene i meccanismi di rinegoziazione del debito esistano (nel caso di debitore insolvente),  questi nella pratica rimangono per lo più inutilizzati.


Se l’Italia si è piazzata più o meno a metà classifica, a guidare la graduatoria dei paesi più virtuosi ci hanno pensato Svezia, Germania e Olanda, rispettivamente con un punteggio di 29, 31 e 33. In particolare, il paese scandinavo rappresenta una vera “best practice”, essendo l’unico con il più basso punteggio nei tre fattori chiave che determinano il livello di complessità nel recuperare un credito. Fanalino di coda invece l’Arabia Saudita che, insieme agli Emirati Arabi, si attesta come il paese più complesso nel recupero del credito, riportando un punteggio di tre volte superiore a quello svedese.

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