UniCredit annuncia la cartolarizzazione di 17,7 miliardi di Npl


a cura di Redazione
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UniCredit annuncia la cartolarizzazione di 17,7 miliardi di Npl
Nel corso della presentazione del piano strategico 2016-2019, il CEO Jean Pierre Mustier ha illustrato i prossimi passi di UniCredit, dalla ricapitalizzazione alla cartolarizzazione degli Npl.


UniCredit avvierà un’operazione di aumento di capitale di 13 miliardi di euro, interamente garantito. È quanto annunciato dal CEO Jean Pierre Mustier lo scorso 13 dicembre, nell’ambito della presentazione del piano strategico 2016-2019. Fra gli obiettivi del piano vi è quello di centrare un utile netto di 4,7 miliardi di euro al 2019.
Con l’occasione, UniCredit ha svelato importanti informazioni circa la preannunciata cartolarizzazione di non performing loans, tramite la quale la banca si prefigge di ridurre in maniera significativa le sofferenze in portafoglio.

UniCredit realizzerà una svalutazione di asset e crediti per 12,2 miliardi nel quarto trimestre dell’anno, congiuntamente a un processo di riduzione del rischio che prevede la cartolarizzazione di 17,7 miliardi di Npl (e non, quindi, di 20 miliardi come riportato da certe indiscrezioni).


L’operazione, ribattezzata FINO, prevede che il portafoglio di Npl venga diviso in due e ceduto a due distinti veicoli di cartolarizzazione, costituiti da Fortress Investment Group e da Pimco. UniCredit, che ha comunicato di aver già firmato i due accordi, manterrà una partecipazione di minoranza in entrambi i veicoli. Advisor finanziari dell’operazione sono Morgan Stanley e Unicredit Cib per Unicredit e Mediobanca per Fortress.

Da notare che UniCredit e Pimco erano già partner in seguito all’intesa della banca con Pimco (global asset manager), GWM (specialista real estate) e Finance Roma (specialista nella gestione di crediti immobiliari), entrata in attività questo dicembre, mirata alla gestione di un portafoglio di crediti immobiliari di 1,3 miliardi di euro (operazione Sandokan).

I crediti coinvolti nella maxicartolarizzazione FINO sono sofferenze lorde e fanno parte dei cosiddetti crediti non-core, definiti come crediti a clienti non interessanti per la banca in termini di rapporto rischio-rendimento. I crediti lordi non-core si assestavano a 56 miliardi lo scorso settembre; la cartolarizzazione dovrebbe ridurli fino a 19 miliardi. L’obiettivo di UniCredit è raggiungere un rapporto del 5% tra crediti deteriorati core e totale dei crediti deteriorati entro la fine del 2019.

di Giulia Gionco
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