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UNIREC: 69,3 miliardi di euro l’ammontare dei crediti gestiti dalle imprese associate


a cura di Redazione
segreteria di redazione

UNIREC: 69,3 miliardi di euro l’ammontare dei crediti gestiti dalle imprese associate
Si è svolto ieri all’Auditorium Antonianum il VII rapporto annuale di Unirec, Unione Nazionale Imprese a tutela del Credito, dal tema “NPLs & debt collection’s future”

Un Auditorium Antonianum gremito ha ospitato ieri la giornata UNIREC, momento molto atteso dai committenti, dagli operatori del settore, dalle istituzioni ed in generale da tutti gli addetti alla tutela del credito in quanto occasione in cui è presentato lo studio elaborato dall'associazione, grazie al quale si ha una chiara fotografia dello "stato di salute" del comparto.

Ciò che è emerso dai numerosi interventi di ieri è stato il cambiamento degli scenari in cui operano le società a tutela del credito. Si è parlato di un cambiamento rapido che rende necessario un «pronto adeguamento alle evoluzioni di un mercato sempre più complesso», come ha osservato Michela De Marchi, Responsabile Affari istituzionali e Centro Studi di UNIREC.

Per quanto riguarda lo scenario macroeconomico, il bilancio ha analizzato numerosi aspetti interessanti, tra cui il PIL che ha visto una crescita, seppure contenuta, in termini di volume che ha toccato lo 0,9%, risalendo così al di sopra del livello registrato nel 2000.
Risulta inoltre un aumento del numero delle imprese italiane, sono 41.000 in più rispetto al 2015. I fallimenti diminuiscono (13.500 nel 2016 a fronte delle 14.700 nel 2015).
Si è inoltre registrato un lieve incremento nel clima di fiducia dei consumatori, che ha interrotto la tendenza alla flessione avviatasi ad inizio 2016. Il relativo indice Istat segna un valore medio di 111,69 a fronte del 110,54 rilevato nel 2015. Nei primi mesi del 2017 si assiste tuttavia a una riduzione del dato, che si attesta, a febbraio, al 106,6.

Da quest’anno il Rapporto dedica un focus ai dati relativi ai Non Performing Loans (NPLs) che vengono scorporati e classificati in maniera autonoma rispetto ai settori economici di provenienza. Carlo Giordano, Consigliere delegato UNIREC, sostiene infatti che non ha più senso fare una statistica totale perché la molteplicità di committenti e di tipologie di credito rende necessaria un’analisi più dettagliata, dove si veda anche l’influenza sul mercato della crescita degli NPLs.

Marco Pasini, Presidente di UNIREC, sostiene inoltre: «Il nostro Paese, anche attraverso lo stimolo delle autorità comunitarie, si sta avviando verso un percorso di emersione dei crediti deteriorati che fino a ieri giacevano nei bilanci di banche e società finanziarie. La nostra industria si troverà ad affrontare quantità sempre più importanti di NPLs i quali, per le dinamiche di gestione, tendono ad accumularsi con basse percentuali di erosione. Il loro valore sarà inevitabilmente proiettato ad un aumento che, nel 2017, stimiamo non sarà inferiore al 15%”.

Nel 2015 i ricavi derivanti dalla sola attività di recupero crediti delle Imprese attive nel settore in Italia sono pari all’89% del valore della produzione dell’intero comparto e si attestano a 736 milioni di euro, di cui 607 milioni sono i ricavi delle Imprese Associate UNIREC, con un incremento del 2,6 % rispetto all’anno scorso.
«Parliamo di un settore sempre più strategico e con una funzione sociale inestimabile, evitando che i mancati incassi si trasferiscano sui consumatori con un aumento del costo del denaro, delle tariffe e dei servizi. La mediazione è nel DNA della nostra attività, che ci consente di approcciare le posizioni debitorie in un contesto di dialogo e negoziazione, individuando soluzioni concordate direttamente con il debitore» ha dichiarato Marco Pasini.

Nel 2016 i crediti affidati per il recupero alle imprese associate UNIREC sono aumentati di 10,4 miliardi, attestandosi a quota 69,3 miliardi di euro, con un incremento di circa il 17,6 %.
Contrariamente il totale dei crediti recuperati si è ridotto dai 9,4 miliardi di euro del 2015 agli 8,1 miliardi del 2016. Questi dati fanno capire che il numero delle pratiche è diminuito, ma i portafogli NPLs sono più cospicui. Di fatto si è recuperato di meno, per questo il dottor Giordano è intervenuto ribadendo quanto sia fondamentale la struttura organizzativa delle aziende e la formazione delle persone che lavorano nel settore. Ci vogliono più competenze e maggiore qualificazione per destreggiarsi all’interno del mercato degli NPLs.

Le Imprese Associate ad UNIREC nel 2016 sono aumentate di 1 unità, arrivando a quota 209.
Il 78% delle aziende sono delle SRL e il 12% sono delle SPA, questo significa che il 90% delle aziende cerca una struttura verso una dimensione più consolidata.
I ricavi complessivi delle imprese associate hanno subito un decremento, attestandosi a € 686 milioni, con un -9,9% rispetto ai 762 milioni di euro del 2014.
Analizzando il livello degli utili delle imprese associate, si è rilevato una riduzione di 7,8 milioni degli utili complessivi, una flessione dal 4% del“2014 al 2,4% del 2015 per quanto riguarda il rapporto “utile d’esercizio/ totale dei ricavi” e si nota che nel 2015 sono 39 le aziende che hanno chiuso in perdita, un dato in crescita del 30% rispetto al 2014.
Un dato positivo è quello dell’aumento delle provvigioni (dal 5,64% al 6,45% con un +13% sull’anno precedente).

Da quest’anno UNIREC ha integrato l’analisi dei dati delle imprese con il dettaglio dei crediti di proprietà e la relativa composizione del portafoglio.
La principale componente risulta essere quella dei crediti bancari, che rappresentano il 48% dei crediti in numero di pratiche e il 94 % in valore, con un ticket medio pari a 8.469 euro. Le utilities costituiscono il 43% del portafoglio in numero di pratiche, ma solo il 4,8% degli importi; seguite dal commerciale (4,5% delle pratiche in numero) che rappresentano l’1,1% in valore e un ticket medio di 1.062 euro.

Di vivo interesse è stato inoltre l’intervento dell’Onorevole Di Maio che ha ribadito la necessità di una riforma, in quanto l’ultima legge che regolamenta il settore del recupero stragiudiziale dei crediti risale al 1931.
Contrariamente all’altra proposta di riforma dell’Onorevole Paolo Petrini, la proposta di Di Maio prevede che il controllo resti sotto l’egida del ministero dell’Interno, come avviene già oggi, ma con un’attenzione particolare alla semplificazione delle procedure e all’accesso alle banche dati. Spiega infatti: «Ci focalizziamo sulla disciplina dell’attività e sui requisiti, non sulle modalità del recupero, per avviare una riscrittura organica di tutte le norme che finora hanno regolato il settore». A questo proposito Di Maio ha ricordato l’importanza del rispetto del «Codice di Condotta per i processi di gestione e tutela del credito» redatto nel 2015, presentato da UNIREC nella sua versione aggiornata proprio ieri.

Già individuato come modello di riferimento dalla Federazione Europea delle Associazioni di aziende di recupero crediti per la predisposizione del nuovo Codice Paneuropeo, l'elaborato mette nero su bianco le regole del recupero stragiudiziale, dai contatti con i debitori fino alle contestazioni, in attesa di una riforma sul settore. La nuova versione si apre anche alla comunicazione digitale, articolando meglio i regolamenti che garantiscono la privacy. È stato inoltre corredato da un pratico glossario, nell'ottica di aiutare il consumatore nella sua consultazione e interpretazione.

Il presidente Marcello Grimaldi ed il Vicepresidente Francesco Luongo, del FORUM UNIREC-CONSUMATORI, ne hanno parlato con grande soddisfazione, evidenziando come sia stata coinvolta in prima persona la committenza nella scrittura del codice, il cui fine ultimo è unicamente la volontà di condurre in modo etico l’attività di recupero crediti.

di Karen Giacomello
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