Investigazioni private: intervista a Laura Giuliani, neo presidente della WAD


a cura di Redazione
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Investigazioni private: intervista a Laura Giuliani, neo presidente della WAD

Dal 1° ottobre scorso è a capo dell’associazione mondiale degli investigatori privati: la detective Laura Giuliani ci racconta i segreti e le evoluzioni della sua professione


Il 1° ottobre 2018 a Las Vegas è stata eletta presidente della WAD (World Association of Detective), la più antica organizzazione per gli investigatori privati a livello globale. Dopo la presidenza a Federpol, Laura Giuliani ha raggiunto un altro importante traguardo nella sua lunga e prestigiosa carriera. Abbiamo avuto il piacere e l’onore di intervistarla, per scoprire innanzitutto quali saranno i compiti che l’attendono ora e per avere una panoramica sullo stato dell’arte e sulle prospettive di mercato per il comparto delle investigazioni private.

Gentile Dott.ssa Giuliani,


Il 1° ottobre scorso è stata eletta Presidente della Wad, come ha vissuto questo importante traguardo e quali saranno ora i compiti e gli obiettivi del suo nuovo ruolo?
L’elezione alla Presidenza della World Association of Detective ha rappresentato per me anzitutto un riconoscimento della professionalità italiana. Dopo dieci anni di partecipazione al direttivo, il voto è stato unanime dai colleghi di tutto il mondo con proprie peculiarità culturali, legislative, professionali, religiose, ecc.
L’impegno è arduo avendo assunto il compito di coordinare un team di lavoro internazionale ed eterogeneo, di nominare i componenti dell’organigramma mondiale e determinare l’indirizzo dell’attività associativa.
Sotto quest’ultimo profilo, sono due gli obiettivi che caratterizzeranno il mio mandato ai vertici della WAD, non privo di contrasti interni. Il primo è costituito dall’internazionalizzazione reale, poiché la WAD ha origine nel 1925 negli USA e soltanto negli ultimi anni ha mutato la tipica connotazione statunitense; oggi nel direttivo (Chairman, President,  tre Vicepresident e E.C.) non vi è alcun statunitense e la compagine associativa è cresciuta in più di ottanta paesi su tutti i continenti.

Il secondo è un mio progetto approvato con il nome id WAD/Local Associations Relationship Project, il cui obiettivo è di supportare i soci WAD anche a livello delle singole nazioni attraverso le più autorevoli associazioni locali. L’idea dell’istituzionalizzazione della procedura è scaturita da un efficace precedente: quando ero presidente nazionale Federpol in Italia, WAD contribuì alle nostre lotte di categoria per la regolamentazione dell’attività investigativa e di sicurezza dal 2002 al 2007 con positivi effetti anche d’immagine verso i vertici decisori istituzionali.

Nel corso della sua lunga carriera, come è cambiato il settore delle investigazioni private? Da dove provengono le maggiori opportunità di lavoro al momento?
Quest’anno compio trentacinque anni di attività e come molti Colleghi e Colleghe posso dire che il settore investigativo ha subito cambiamenti sostanziali, dovendosi adeguare alle esigenze della società nei diversi ambiti. Si sono evoluti i costumi, la legislazione, la giurisprudenza, la comunicazione e la tecnologia tanto rapidamente che il nostro settore dispone di nuovi strumenti investigativi, ma deve focalizzarsi anche su nuovi illeciti, nuove procedure e nuove esigenze probatorie.

L’investigazione privata si sposta sempre più nell’area aziendale ed attualmente al mondo questo settore copre circa l’85% del lavoro. Pertanto le maggiori opportunità attualmente riguardano la tutela del patrimonio aziendale in tutti i suoi aspetti preventivi e successivi all’accadimento di eventi, con una sempre più rilevante collaborazione con le autorità pubbliche nazionali e trans-nazionali; si tratta di casi di antisabotaggio e antiterrorismo, tutela del know-how, money laundry, whistleblowers, due diligence, acquisizioni o partnership, concorrenza e insider-trading, ecc.

Come si è evoluta la sua professione con internet? Nello specifico, cos’è cambiato nei metodi e nelle tecniche d’indagine?
Nell’investigazione privata Internet inerisce a due livelli. Come strategia e piattaforma per la ricerca informativa: in questo senso ogni agenzia investigativa dispone al suo interno oggi di una task force dedicata alle OSINT, sia nella deep WEB che nel WEB indicizzato dai comuni motori di ricerca, che rappresentano solo il 5% del WEB.

Da un altro punto di vista Internet ha connotato nuovi illeciti rilevanti per la maggior parte degli ordinamenti giuridici o ne ha modificato le modalità di commissione, pertanto l’acquisizione di dati e prove avviene con tecniche scientifiche sempre più specifiche e sofisticate, dovendo aderire spesso a protocolli internazionali affinché siano utilizzabili in qualunque sede giudiziaria.

Qual è il suo primo ricordo legato al mondo delle investigazioni e come immagina il mondo delle investigazioni in futuro?
Raccontare oggi ad un giovane investigatore che i supporti per le mie prime indagini esterne erano gettoni telefonici, carta e matita, macchina fotografica, etc… sembrerebbe esagerato, ma è la realtà.
La tendenza è connessa all’utilizzo di metodi sempre più veloci e tecnologie sempre più efficaci ma miniaturizzate. In generale rilevo che, seppur la globalizzazione punti a standardizzare l’attività investigativa privata, in realtà crea l’esigenza di fondarsi sulle conoscenze delle peculiarità sociali e legislative delle singole nazioni. Ne consegue che l’investigatore oggi, nonostante debba rivolgersi ad un’utenza pubblica e privata internazionale, detiene un know-how insostituibile dato dalla conoscenza del territorio in cui opera.

Mi dica tre elementi fondamentali per diventare un buon investigatore privato.
La cultura della riservatezza assoluta anche come stile di vita è di importanza primaria; sono necessari una formazione sia tecnica che pratica ed un aggiornamento costante circa le realtà evolutive; infine precisione e capacità di sintesi ed analisi nell’elaborazione dei dati.


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