Coronavirus: danni per il 65% delle imprese italiane


a cura di Redazione
segreteria di redazione

L’epidemia di Covid-19 registra i primi effetti negativi sulle aziende: lo evidenzia Confindustria in un sondaggio che coinvolge oltre 5.500 imprese


In termini economici, gli effetti dell’epidemia di coronavirus sta riportando i primi danni alle imprese italiane. È quanto emerge in questi giorni dal sondaggio di Confindustria che coinvolge oltre 5.500 aziende e che mostra l’impatto che la diffusione del virus sta avendo sull’economia del Paese. Secondo le risposte finora pervenute, il 65% delle aziende afferma di aver già registrato impatti negativi sulla propria attività. Di queste, il 27% sostiene che l’emergenza sta causando danni in termini di fatturato, il 6% ha subito effetti legati al danno degli input produttivi, mentre il 20% ha sperimentato problemi di entrambi i tipi. Entrando nel dettaglio, il 17% delle imprese coinvolte nel sondaggio afferma che i danni implicheranno la riorganizzazione del piano aziendale, il 10% teme di non poter raggiungere gli obiettivi per l’anno in corso, se non addirittura di dover ricorrere a ridimensionamenti della struttura aziendale e il 24% ha subito danni per mancata partecipazione/cancellazione di fiere ed eventi. Infine, il 5% dei rispondenti dichiara di aver già ricorso alla cassa integrazione. A livello territoriale i problemi maggiori sono stati riscontrati in Lombardia e Veneto (70%) e nel Lazio (77%).

I settori più colpiti dall’emergenza sono ovviamente quelli del turismo (79%) e della ristorazione/alberghiero (98%). Elevati anche i danni nel settore trasporto/logistica (73%) e servizi di informazione/comunicazione (68%). Più contenuti i dati che provengono dal comparto manifatturiero, con oltre il 60% delle aziende che denuncia danni, e da quello delle costruzioni, poco sotto il 44%. Per quanto riguarda l’industria manifatturiera, il 71,9% delle imprese dell’elettronica ha subito conseguenze negative dall’epidemia di Covid-19. Discorso analogo per le imprese produttrici di apparecchiature elettriche e domestiche (60,3%) e di macchinari (61,7%). Infine, i primi tre effetti negativi lamentati dalle aziende italiane sono il calo della domanda, la perdita di immagine e l’arresto della produzione e degli investimenti.

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