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Droni & Co


a cura di Redazione
segreteria di redazione

Droni & Co
Cosa sono, gli utilizzi e potenzialità dei droni

Da qualche tempo, stiamo familiarizzando con un termine, che quasi ogni giorno ci viene proposto dai mass media ed iniziamo ad utilizzare sempre più frequentemente: la parola “Drone”.
Molto empiricamente, sappiamo tutti qual è il significato di questa “nuova” parola e di cosa stiamo parlando, quello che non tutti sanno è che questa nuova tecnologia, ci sta rivelando quotidianamente scenari di potenziale e reale applicazione  sempre più ampi e specifici.

Parlare di Droni (e di robotica) è come discutere di gatti in relazione alla loro famiglia di appartenenza, sono dei felini i nostri amati mici, I ghepardi o I leoni, con un termine li raggruppiamo tutti, anche se in realtà fra loro sono molto diversi.
Droni aerei o APR (Aeromobile a Pilotaggio Remoto), Rover terrestri e acquatici o ROV (Remotely Operated Vehicle) hanno dato l’opportunità ai loro utilizzatori di portare a compimento con successo situazioni operative impensabili per l’essere umano e ci riservano un futuro prossimo davvero sorprendente.
In passato come oggi possiamo prendere in esame qualche esempio di utilizzo di questa risorsa tecnologica:
Durante la guerra del Vietnam, sono state compiute dall’aeronautica militare statunitense migliaia di operazioni aeree ad alto rischio, che hanno sistematicamente comportato il completamento con succeso e l’abbattimento del Drone durante le varie missioni caratterizzate però dalla totale assenza di perdita di vite umane e quindi di piloti addestrati.
Mentre stiamo leggendo questo articolo un numero considerevole di droni sono in volo compiendo azioni militari o di controllo territoriale e marittimo.
I Rover terrestri, vengono utilizzati  da squadre di artificieri, nelle centrali nucleari e in diversi altri scenari operativi,, ci basti pensare a Spirit, il rover della Nasa che  su Marte ha operato per anni recuperando ed inviando dati sul suolo e l’atmosfera del pianeta rosso  sulla Terra.
I ROV subacquei sono utilizzati ogni giorno dall’industria petrolifera offshore  da oltre trent’anni e svolgono compiti impensabili per un sommozzatore professionale.
L’autore di questo articolo ha partecipato come pilota/tecnico/supervisore a vari progetti e missioni di installazione di sistemi di esplorazione, estrazione e produzione petrolifera ad oltre 2000 metri di profondità.
Al giorno d’oggi è un lavoro di routine lavorare a profondità e ambienti abissali, grazie ancora alla robotica applicata in campo subacqueo.
Dalla loro invenzione I ROV hanno permesso l’esplorazione petrolifera sulla piattaforma continentale e così pure nelle profondità abissali offrendo un vantaggio strategico all’industria energetica offshore.
I ROV sono stati utilizzati per decine di anni da vari enti statali e privati, militari e civili per la ricerca e il recupero in diversi processi di investigazione, dai disastri aerei alla ricerca di prove strumentali, il contributo di questi robot subacquei in certe situazioni si è rivelato fondamentale ai fini processuali.
In questi ultimi mesi si è visto un notevole sviluppo di sistemi a controllo remoto dedicati per chi opera nel ramo della sicurezza e dell’investigazione, piccoli Droni che vengono trasportati in uno zainetto o nel bauletto di uno scooter possono autonomamente controllare ampi spazi urbani ed extraurbani, volando discretamente possono vedere e fare videoriprese al buio in ambienti chiusi o all’aperto in zone coperte da vegetazione grazie a termocamere FLIR, ad infrarossi.
Le videocamere e i sensori che vengono montati a bordo diventano ogni giorno più piccoli e leggeri.
Minuscoli gimbal motorizzati  e  telecamere ad alta definizione HD, 4K ed oltre consentono riprese aeree stabilizzate di alta qualità impensabili su questa classe di droni solo pochi anni fa inoltre grazie a radiocomandi, ricevitori,  GPS  e moduli IMU (il “cervello” del drone) sempre più sofisticati e dedicati a questo specifico mercato Il raggio di azione di questi sistemi si misura in km quadrati.
Al momento l’unica limitazione operativa è data dalle batterie che alimentano questi sistemi,
La loro autonomia è molto limitata, siamo sull’ordine di poche decine di minuti, ma con un minimo di pianificazione operativa, l’utilizzo in sciame (due o più droni) anche questa problematica viene mitigata se non eliminata.
L’evoluzione in questo settore è incredibilmente repentina e continua, il mercato di questo tipo di sistemi in piena espansione, limitazioni operative vengono brillantemente compensate con nuove tecnologie grazie anche al massiccio impiego di capitali provenienti dal mercato consumer di componenti di micro elettronica.
Utilizzare in modo proficuo questi strumenti ci dona la possibilità di un “sesto senso” artificiale che può rivelarsi prezioso nel corso di un indagini investigative, oltre ovviamente al fatto di avere accesso a videoriprese aeree discrete e ad un costo estremamente contenuto.

di Alessandro Marchi
© Riproduzione riservata

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