Gli Ufficiali giudiziari in Italia nel 2015, chi sono?


a cura di Marco Recchi
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Gli Ufficiali giudiziari in Italia nel 2015, chi sono?
L’Ufficiale Giudiziario e i suoi nuovi poteri di indagine previsti dalla recente riforma della giustizia


 
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Una delle figure cardine nel processo di recupero giudiziale, l’ufficiale giudiziario, è stata finora incomprensibilmente una figura ai margini nei servizi e nelle indagini dei media dedicati al processo di recupero. In altri paesi gli ufficiali giudiziari sono dei professionisti che svolgono un ruolo cardine nel garantire la certezza del diritto nel processo di recupero. Ed in Italia? A che punto è il riconoscimento di questa professionalità? StopSecret Magazine fa il punto con il presidente dell’associazione nazionale di questa categoria, l’AUGE – Associazione Ufficiali Giudiziari in Europa – per scoprire lo stato in cui versano questi lavoratori, come è cambiata questa professione, che poteri hanno, quali sono le loro battaglie e dove si vedono nel futuro. Durante la mattinata del prossimo 22 aprile, il presidente Arcangelo D’Aurora, in modo più dettagliato ci spiegherà come cambia questa professione e come eserciteranno i nuovi poteri d’indagine che la riforma della giustizia assegna loro.

Presidente, ci racconta le finalità ed i principali obiettivi della vostra associazione di categoria?
L’AUGE fondata nel 2005 da Arcangelo D’Aurora, attuale Presidente, si è contraddistinta, sin dalle sue origini, per la sua attività rivolta principalmente allo studio, alla formazione e alla informazione relativa a tutte le funzioni connesse alla figura professionale dell’ufficiale giudiziario.
Numerose infatti sono state negli anni le attività poste in essere dall’Associazione al fine di
– Tutelare il prestigio e gli interessi degli ufficiali giudiziari;
– Cooperare con altre categorie professionali, aventi carattere e finalità giuridiche simili;
– Promuovere iniziative di carattere culturale;
– Organizzare convegni nazionali ed internazionali;
– Promuovere le linee guida della CEPEJ (Commissione Europea per l’efficienza della Giustizia).
e soprattutto: promuovere la liberalizzazione della professione dell’ufficiale giudiziario anche in Italia, come già attuata nella maggioranza dei paesi europei in cui operano ufficiali giudiziari liberi professionisti.
Attuare una riforma in senso liberale dell’ufficiale giudiziario comporterebbe notevoli vantaggi, tra i quali:
1) Un risparmio di diversi milioni di euro per lo Stato;
2) La possibilità per il creditore di scegliere l’ufficiale giudiziario al quale affidare il recupero del credito;
3) Abolizione delle code agli sportelli degli U.N.E.P.;
4) Riduzione dei tempi di recupero di un credito;
5) Attenuazione delle carenze di organico dovuta al passaggio nelle cancellerie degli ufficiali giudiziari che non opterebbero per la libera professione;
6) Incremento dell’occupazione dovuta all’assunzione da parte degli ufficiali giudiziari liberi professionisti di collaboratori nei propri uffici.
… e così via …l’elenco potrebbe continuare.
Inoltre l’AUGE è parte integrante delle più prestigiose organizzazioni internazionali degli Ufficiali Giudiziari: Unione internazionale degli Huissiers de Justice e Camera Europea degli Ufficiali Giudiziari. Questo ci consente sia ad avere dei riferimenti sull’evoluzione che sta avendo la nostra professione dentro e fuori l’Europa che di collaborare con le istituzioni europee.

Chi è oggi l’ufficiale giudiziario in Italia?
L’Ufficiale Giudiziario italiano, se pur si tenta di assimilarlo sempre più ad un impiegato dello Stato, nella realtà lavorativa e organizzativa non lo è:
– Ha una organizzazione interna autonoma e funzionale;
– Non ha un orario di lavoro;
– versa una cauzione prima di essere immesso nell’esercizio delle funzioni;
– utilizza il proprio mezzo di trasporto per l’espletamento di un servizio pubblico;
– autofinanzia parzialmente il proprio stipendio con i diritti che incassa dalle parti private;
– gestisce il fondo spese costituito da una trattenuta su tutti i proventi;
– ha una responsabilità personale patrimoniale, penale e disciplinare;
– è sostituto d’imposta.

In sostanza questa figura ibrida, unica in Europa e nel mondo, è un pubblico dipendente, poco incentivato e poco stimolato a mettersi in gioco, intrappolato nelle maglie di una burocrazia, statico rispetto alle istanze del mondo economico e della società civile, che assomma in sé tutti i lati negativi del pubblico dipendente che deve organizzarsi come un libero professionista senza i mezzi necessari.
In Europa, l’Ufficiale Giudiziario ha la titolarità dell’intero processo esecutivo, nonché molte funzioni amministrative che in Italia sono attribuite al giudice. Questo ha permesso di velocizzare le procedure non solo esecutive, ma ha consentito ai giudici di occuparsi esclusivamente della funzione giurisdizionale.

Come è cambiato questo mestiere con l’informatica e con i computer?
Non ci sono dubbi che la “telematica” è una strada obbligatoria anche per gli Ufficiali Giudiziari in considerazione di quelle che sono le nuove e reali esigenze del mercato del diritto sia interno che internazionale. E’ innegabile quindi che l’informatica ha stravolto positivamente l’a
ttività dell’ufficiale giudiziario: sia da un punto di vista contabile che organizzativo. Non è un caso che l’Unione Europea ha finanziato l’AUGE ed altri cinque Paesi UE, sul progetto e-learning al fine di consentire a tutti gli Ufficiali Giudiziari europei di avere una formazione continua, rapida e di aggiornamento professionale in uno scenario sempre più internazionale.
In Italia la formazione obbligatoria degli Ufficiali Giudiziari, come avviene in tutti i paesi, non sussiste, e per questo motivo che l’AUGE promuove e organizza eventi formativi spesso estesa anche alla classe forense.
Qualche dubbio invece sorge in merito alla notifica telematica quando si tratta di notificare particolari atti come il precetto, una sentenza, la citazione, il pignoramento immobiliare. L’AUGE aveva proposto l’istituto della significazione che a differenza della notificazione non porta a conoscenza un atto, ma il contenuto dell’atto stesso. In questo modo il contatto diretto tra Ufficiale Giudiziario e destinatario consentirebbe a quest’ultimo di poter esercitare nel miglior modo possibile il diritto di difesa nonché di essere informato sulle conseguenze in caso di inosservanza.

Quale contributo può dare oggi l’ufficiale giudiziario al buon funzionamento della giustizia e all’andamento dell’economia?
E’ noto che gran parte delle procedure esecutive mobiliari nel nostro Paese si risolvono in un nulla di fatto, danneggiando a volte sia il debitore – che non vede diminuito il proprio debito – sia il creditore che, dopo aver affrontato spese relativamente ingenti, nella speranza di realizzare il proprio credito, non solo non ottiene la soddisfazione di quanto a lui dovuto, ma è costretto a subire la beffa di rimetterci anche le spese della procedura.
Sul piano legislativo l’esecuzione forzata per espropriazione si presenta come una sorta di gioco a mosca cieca tra creditore e debitore.
L’inefficacia e l’inutilità delle procedure esecutive presentano non solo aspetti tecnici ma anche delicati risvolti civili e sociali che danneggiano soprattutto le fasce più deboli della cittadinanza e le imprese produttrici e commerciali. Infatti tale inadeguatezza rappresenta un fenomeno devastante per la vita delle imprese, al punto da condizionare fortemente l’attività economico-produttiva ed, in alcuni casi, addirittura mettere a repentaglio la sopravvivenza delle stesse per l’effetto domino delle insolvenze.
Nel nostro paese, sovente, si parla di immobilismo economico: la procedura espropriativa, come oggi regolata, contribuisce ad un preoccupante incremento e, comunque, ad una conservazione di questo fenomeno.
Nei convegni internazioni a cui ho partecipato personalmente ricorre spesso una frase: “Se fossi un debitore vorrei vivere in Italia. Investire in Italia è una follia per ogni imprenditore: la giustizia ha dei costi eccessivi e i risultati sono per lo più fallimentari…”
Tale inadeguatezza della giustizia ha creato un altro fenomeno “tutto italiano”: i debitori non si preoccupano di come risolvere una vertenza bensì si studiano strategie su come beffare la legge ed eludere un provvedimento giudiziario.
In questa perversa dinamica soffre in particolare il mercato finanziario, rendendo difficoltoso l’accesso al credito, comprimendo l’iniziativa, favorendo il fenomeno dell’usura.
Per tali motivi la nostra Associazione ha più volte elaborato proposte di legge per porre fine a questo fenomeno, che se pur accolte positivamente dalle istituzioni italiane, sono rimaste bloccate nei cassetti di parlamentari e ministri.
L’Ufficiale Giudiziario ha un ruolo fondamentale, capace di incidere positivamente nell’intero sistema economico-giudiziario, ma nessun legislatore ha avuto il coraggio e la capacità di mettere mano ad una seria riforma dell’intero processo esecutivo e della figura dell’Ufficiale Giudiziario.

La recente riforma della giustizia, in particolare, vi assegna dei poteri di indagine significativi, saranno utili a suo parere per recuperare i crediti prima e meglio che in passato?
Quando ho letto il decreto legge, la prima cosa che mi è venuta in mente, ed in questo non sono stato il solo, che in Italia coloro che elaborano questi progetti di legge non sempre conoscono la realtà sul campo.
Purtroppo, in Italia quando si elabora una legge raramente si pone come base di partenza ciò che all’estero definiscono la “SICUREZZA GIURIDICA“. La fretta di ottenere dei risultati spesso non sempre si concilia con l’efficienza e con le garanzie che la costituzione riserva a tutti i cittadini.
Sono “secoli” che in Italia si discute sulla giustizia civile ed in particolare sull’effettività della legge, ma nessun legislatore ha compreso, in buona o cattiva fede, che la giustizia non può funzionare con le solite leggi “tampone” ma serve una organica riforma di tutto il settore, sollecitata e più volte proposta da diversi operatori e associazioni di categoria.
A parte queste brevi considerazioni, ritengo che la recente riforma possa in qualche modo dare una svolta affinché l’Italia, nel settore giustizia, non sia più considerata da terzo mondo.
Mi riferisco alla possibilità di individuare i crediti del debitore ed evitare agli avvocati di procedere al pignoramento presso terzi consultando le pagine gialle al fine di individuare il conto corrente del debitore!
Così come sono positivi gli incentivi per gli Ufficiali Giudiziari in quanto finalmente si incentiva la prestazione in funzione della qualità e non sulla quantità.
Aspetti positivi, se pur farraginosi, si presenta la nuova procedura in merito ai beni estranei all’esecuzione di sfratto.
Purtroppo la più importante riforma, mi riferisco all’articolo 492 bis che consentirebbe realmente ad accelerare il recupero dei crediti, nonostante sia entrato in vigore da alcuni mesi, occorre attendere ancora altri mesi in quanto i decreti attuativi non sono stati emessi e forse non sono ancora stati elaborati.

di Marco Recchi
© Riproduzione riservata

 
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