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I lati oscuri delle app


a cura di Redazione
segreteria di redazione

I lati oscuri delle app
Applicazioni come spie che condividono dati ad insaputa dell’utente

E’ notizia fresca di questi giorni, Ansa di domenica 8 novembre, quella annunciata da una ricerca del Mit e degli atenei di Harward e Carnegie-Mellon condotta su 110 applicazioni disponibili su Google Play e App Store. Le conclusioni a cui si arriva sono che le applicazioni per i dispositivi Apple e Android lavorano come "spie" ossia condividono con altre piattaforme quali Google, Apple e Facebook una grande quantità di informazioni personali degli utenti e non sempre richiedendone esplicito permesso.

Lo studio infatti dimostrerebbe come le applicazioni per Android di Google sono più inclini di quelle per la piattaforma iOS di Apple a condividere informazioni personali come il nome e l'indirizzo di posta elettronica. Al 73% delle app Android corrisponde il 16% di iOS, mentre il rapporto si inverte sui dati di localizzazione, condivisi più dalle app iOS pari al 47% rispetto a quelle Android del 33%. Se invece si parla di informazioni sensibili, per esempio le informazioni mediche, i ricercatori hanno rilevato che un rapporto di tre applicazioni di salute e fitness su trenta analizzate condividono con terzi ciò che gli utenti cercano online e i dati immessi nelle app. Tra i domini che ricevono il grosso dei dati condivisi dalla maggior parte delle app al primo posto c'è Google, seguito da Apple e Facebook. Tre piattaforme che già sono state oggetto di accuse circa violazioni alla privacy, immagazzinamento e conservazione di dati personali, incrocio di informazioni e quantaltro. Interpellata dalla Bbc, l'associazione Privacy International afferma che in questo modo i nostri dispositivi "ci tradiscono".

Questa ricerca è in linea con un altro recente studio, dell'Università della Pennsylvania, secondo il quale a condividere informazioni personali degli utenti a vantaggio di terze parti, senza che i consumatori ne siano consapevoli, sono addirittura in un rapporto di 9 siti web su 10.

Viene dunque da domandarsi quanto il Grande Fratello sia fantascienza e quanto la nostra privacy e libertà sia violata ogni volta che ci approcciamo ed usiamo la tecnologia. Non solo, ma quanto essa costruisca sempre nuovi mezzi con cui entrare nelle case delle persone.

E’ quindi sempre più importante rendersi consapevoli come l’utilizzo del web vada fatto con attenzione e quali pericoli possano presentarsi affidandosi alla tecnologia.

di Katja Casagranda
© Riproduzione riservata

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