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Il recupero giudiziale del credito in banca


a cura di Redazione
segreteria di redazione

Il recupero giudiziale del credito in banca
La gestione di masse di credito negli istituti bancari: problematiche e strategie

 
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La recente riforma della giustizia ha introdotto importanti novità nella complessa gestione del recupero crediti giudiziale.

Per comprendere le problematiche e le strategie che attuano importanti gruppi bancari abbiamo intervistato Luca Polverino, Responsabile Ufficio Contenzioso di Intesa Sanpaolo Personal Finance S.p.A. che parteciperà all’incontro “Credito: tutti per uno, tutela per tutti” del prossimo 22 aprile 2015 a Roma presso sala della Camera dei Deputati.

Quali sono le problematiche nel recupero crediti giudiziale che affrontano generalmente gli istituti bancari?
Le principali tematiche sono:
– la definizione di processi di recupero che sappiano presidiare le masse critiche gestite così da raggiungere gli obiettivi prefissati, anche alla luce della qualità del credito gestito e del costo del rischio del credito.
– lo studio e l’esame dei diversi modelli di servizio che il mercato propone e/o che la normativa consente, a partire dalla segmentazione dei servizi forniti dagli Info Provider fino alla diffusione del Master Legal passando per il processo telematico e le novità in tema di accesso da parte degli Ufficiali Giudiziari.
Il continuo coordinamento tra il primo ed il secondo aspetto può rappresentare la sintesi dell’attività che gli Istituti Bancari dedicano al recupero giudiziale.

A suo parere, prima di avviare un'azione di recupero crediti giudiziale, quali sono le strategie da adottare?
Secondo la mia esperienza, la migliore strategia si fonda sulla raccolta dati effettuata sulla base di due differenti criteri. Da un lato la raccolta dei dati concernenti la singola pratica gestita, attraverso la ricerca e l’archiviazione di tutti gli elementi considerati rilevanti e che ne consentono la clusterizzazione. Le fonti migliori, in tali casi, possono essere gli operatori della collection stragiudiziale e, soprattutto, gli Info Provider. A ciò occorre aggiungere la conservazione e l’aggiornamento dei dati concernenti le performance dei cluster identificati, secondo KPI definiti sulla base dell’esperienza e del contesto aziendale di riferimento. Con riferimento a quest'ultima attività, appare fondamentale il supporto di gestionali evoluti e di un sistema di Business Intelligence strutturato.

Le agenzie di investigazione privata forniscono secondo lei delle indagini economico patrimoniali in linea con le esigenze di un istituto di credito?
Il mercato degli Info Provider negli ultimi anni si è molto evoluto, assecondando, pur nel rispetto della normative e degli standard qualitativi pretesi, le esigenze di ingegnerizzazione e capacità di lavorazione massiva, imposte dal settore.

La recente riforma della giustizia in materia di recupero crediti ha portato ad una revisione delle strategie nel processo?
Le recenti novità normative hanno certamente avuto un impatto sulle policy di recupero. Tra le altre segnalo la modifica del foro giudiziario competente, in tema di pignoramenti presso terzi, che ha favorito notevolmente l’iter di recupero, agevolando la concentrazione delle attività esecutive. Ne è derivata una contrazione dei tempi ed una riduzione dei costi.

È favorevole a consentire agli investigatori privati l'accesso alle banche dati della pubblica amministrazione?
Sono personalmente molto favorevole all’estensione agli investigatori privati dell’accesso alle banche dati della pubblica amministrazione. Ciò consentirebbe, specie se attivato in una fase preliminare, un miglior orientamento delle strategie di recupero così da evitare l’eccessivo ricorso alle attività esecutive plurime (talvolta infruttuose) con conseguente contrazione dei tempi e riduzione dei costi. Il vantaggio, intuitivo per i creditori, a ben vedere sussisterebbe, da un lato, anche per i debitori che, in ultima analisi, subiscono i costi delle procedure avviate e, dall'altro, per l’Amministrazione giudiziaria determinando un effetto deflattivo sui futuri carichi di lavoro.

di Cosimo Cordaro
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