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Internet e privacy, Zuckenberg e il suo rapporto con webcam e microfono


a cura di Redazione
segreteria di redazione

Internet e privacy, Zuckenberg e il suo rapporto con webcam e microfono
le tecnologie che abitualmente usiamo tutti possono essere pericolose per la nostra privacy

Era fine giugno quando pure l’Ansa riportava una notizia che è rimbalzata a livello mondiale. Forse perché riguardava Zuckenberg, il ragazzo d’oro del web che della privacy ci ha fatto un business milionario, forse perché ha gettato dubbi e luce sulle insidie di internet e di come attraverso le tecnologie che abitualmente usiamo tutti possono essere pericolose per la nostra privacy.

Tutto iniziò con una fotografia con cui il buon Zuckenberg festeggiava i numeri da capogiro di Instagram, ossia il mezzo miliardo di utenti. Fin qui tutto normale non fosse che qualcuno notò qualcosa di strano sul suo portatile, ossia del nastro adesivo sospetto su microfono e pure sulla videocamera. Un eccesso di zelo o un pizzico di paranoia, se la cronaca aveva da poco riportato la violazione di alcuni profili social personali dello stesso per l’utilizzo di una password un po’ troppo semplice da bollino rosso in fatto di sicurezza. Trapelava un “dadada”.

Fatto sta che il tweet in cui il fondatore di Facebook, che per ironia è la piattaforma che giornalmente raccoglie dati sensibili ed informazioni da oltre un miliardo e mezzo di persone in tutto il mondo, allega una foto della sua postazione di lavoro, analizzata ed ingrandita ha rivelato al mondo intero il vezzo del nastro adesivo.

Non solo Zuckenberg prende simili precauzioni poiché riportano le cronache che la lista è lunga ed illustre e vi compare per esempio anche il direttore dell'Fbi James Comey che aveva affermato di coprire con un nastro adesivo la webcam del pc. Del resto si tratta di una misura più semplice e immediata di qualsiasi alternativa software contro il cyber-spionaggio.

Ora sorge la domanda : questo vuol dire che tanti scenari da film polizieschi sono non solo verosimili ma veritieri?. Parrebbe proprio di si. Purtroppo quando siamo in rete siamo connessi e per un hacker non è un grosso problema prendere il controllo del nostro pc, anche spento, e quindi ascoltare e guardare tutto ciò che è alla portata di webcam e microfono.

Il fatto che ciò sia illegale è un dettaglio.

Ovviamente lo stesso vale per i cellulari che essendo pure essi stessi oramai dei dispositivi sempre in rete sono dotati di fotocamera, fronte e retro, e di microfono. E se non c’è campo? Qualora la spia abbia deciso di invadere la privacy della sua vittima si rammenta che ogni cellulare viaggia su frequenze e quindi trovata la banda che si lega al dispositivo il gioco è fatto

E’ cronaca che per esempio la Motorola in America è usata come microfono ambientale dalle forze dell’ordine.

Tanto vale quindi munirsi di nastro adesivo nel momento in cui si abbia qualcosa da nascondere o si desideri in modo paranoico tutelare la propria privacy.

di Katja Casagranda
© Riproduzione riservata

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