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La nuova Banca Dati Unica Nazionale Antimafia


a cura di Redazione
segreteria di redazione

La nuova Banca Dati Unica Nazionale Antimafia
Arriva la banca dati per il rilascio delle certificazioni antimafia

Giovedì 22 gennaio è entrato in vigore il DPCM 193/2014, che regola il funzionamento della banca dati unica nazionale prevista dal Codice antimafia (D.lgs. 159/2011).

La banca dati potrà essere interrogata al fine di rilasciare il certificato antimafia utile alla partecipazione ai bandi, ma anche per finalità relative l'applicazione della normativa antimafia oppure a scopi statistici da parte degli enti preposti. Per l'importanza dei dati trattati la banca dati conserverà la registrazione degli accessi effettuati, identificando l'operatore che li ha compiuti.

Le aziende verranno identificate con la ragione sociale per esteso, codice fiscale e partita IVA, la data di rilascio di ogni provvedimento e la Prefettura che lo ha rilasciato, l'indicazione della tipologia e della natura della documentazione antimafia, le informazioni antimafia interdittive, oltre alla presenza di accertamenti in corso o di violazioni già accertate che posso precludere il rilascio della documentazione antimafia.

Una volta interrogata la Banca Dati, se con esito positivo, rilascia immediatamente il certificato antimafia per via telematica.

I dati relativi alla documentazione antimafia interdittiva vengono conservati per 15 anni, mentre le richieste di documentazione con esito positivo per 5 anni, la registrazione degli accessi da parte degli operatori viene conservata per 10 anni.

La Banca Dati unica Antimafia si connette ad altre banche dati esistenti e cioè il CED (Centro Elaborazione Dati), la banca dati della DIA, i sistemi informativi delle Camera di Commercio, l'archivio dell'Anagrafe, i sistemi informativi del Ministero della Giustizia.

Potranno avere accesso (quindi consultare e copiare parte dei dati) alla banca dati le Prefetture, la Dia, il comitato per il coordinamento e la sorveglianza delle Grandi Opere, polizia, carabinieri, guardia di finanza, corpo forestale. La sola consultazione e il rilascio del certificato antimafia è invece consentito ai dipendenti delle pubbliche amministrazioni con compito di rilascio del certificato antimafia, i dipendenti degli ordini professionali, i dipendenti delle camere di commercio, i dipendenti dei concessionari di opere pubbliche nonché i dipendenti delle aziende o degli enti vigilati dallo stato.

Le credenziali per l'accesso saranno rilasciate dalle prefetture e avranno una durata di 12 mesi.

 

di Laura Torresan

© Riproduzione riservata


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