La sicurezza che passa per codici e numeri


a cura di Redazione
segreteria di redazione

La sicurezza che passa per codici e numeri

L’uomo ha sempre lottato ed escogitato diversi sistemi per garantirsi la propria sicurezza. Una delle preoccupazioni principali degli uomini di tutti i tempi è sempre stata la sicurezza di sé e dei propri cari, del proprio rifugio. Con il mutare del tempo, con diversi cambiamenti a livello sociale e culturale, anche le esigenze di proteggersi sono mutate, soprattutto a seconda dell’oggetto da proteggere. Il discorso si fa ulteriormente complesso se si tratta di garantire la sicurezza di qualcosa di immateriale, di messaggi, di dati o di chiavi d’accesso a qualcosa di riservato. Oggi la cosa è una vera e propria scienza tanto che si studiano sempre nuovi sistemi di crittografia, vale a dire di sistemi capaci di rendere un messaggio incomprensibile per chiunque lo legga, tranne che per il destinatario. Non solo, ma sempre più matematici lavorano alla stesura di nuovi codici, con lo scopo di proteggere la nostra privacy e di rendere sicure tante delicatissime operazioni


Stando ad antichissimi documenti, pare che già nel 2.000 a.C. i faraoni egiziani facessero utilizzo di un sistema di particolari geroglifici per mandare messaggi in codice ai propri fidati generali sul campo di guerra. Verso il 400 a.C. si iniziò a scambiarsi messaggi segreti ricorrendo a tutti gli effetti ad una vera e propria “chiave di decrittazione”. Si scriveva un messaggio segreto su un nastro di cuoio che veniva arrotolato poi intorno ad un bastone facendo in modo che ogni giro del nastro mostrasse apertamente un solo e unico carattere: in tal modo compariva un messaggio di senso compiuto. Una volta srotolata la striscia diveniva però impossibile leggere il messaggio, si restava con una stringa che conteneva tante lettere senza senso. Solo chi possedeva lo stesso tipo di bastone del mittente, detto non a caso “la chiave”, poteva leggere il messaggio segreto. Questo sistema prende il nome di “scitala spartana”.


Cercare di risolvere enigmi e di comprendere i codici del nemico diventerà poi una questione di estrema importanza in campo militare, tanto da dedicare intere numerosissime squadre di matematici alla soluzione degli enigmi che i nemici usavano per comunicare. Negli anni ’30 si creeranno grandi team di intelligence incaricate di questo compito. I tedeschi arrivarono a progettare una macchina elettromagnetica chiamata “Enigma”, dotata di tre ruote, ciascuna dotata di ruote dell’alfabeto incise in un preciso ordine. Una ruota veniva collegata ai testi della macchina da scrivere e codificava il testo a seconda della chiave predefinita. Il testo veniva poi ricodificato una seconda volta con la seconda ruota con una chiave diversa e poi con la terza. Per poter accedere al significato dei testi criptati in questo modo era necessario possedere una macchina Enigma esattamente identica alla prima che era stata utilizzata. Il sistema era complessissimo e sembrava impossibile da violare, finché non intervenne il matematico polacco Marian Rejewsky, collaboratore dei servizi segreti francesi e polacchi. I tedeschi non si arresero, complicarono ulteriormente il sistema Enigma e solo la mente geniale di Alan Turing riuscì a decriptare le loro comunicazioni, cambiando probabilmente le sorti di una delle guerre più terribili della storia dell’uomo.

L’utilizzo dei codici e di generazione di numeri non riguarda però solo lo sviluppo di tecnologie belliche, ma molti altri aspetti della nostra vita decisamente più gioiosi e di svago. Basti pensare a molti sistemi di gioco diffusi in tutto il mondo, uno su tutti quello delle slot machine. Al fine di rendere sicuro il funzionamento delle macchine si ricorre al sistema RNG, vale a dire al Random Number Generator, il sistema di generazione di numeri casuali. Questo sistema in movimento estrae di continuo simboli, alternandoli alla velocità della frazione di secondo. Il Random Number Generator genera un valore compreso tra 0 e 4 miliardi, che viene trasformato in una specifica serie di numeri ai quali a loro volta corrispondono i simboli sui rulli. Il risultato di ogni giro dei rulli è determinato in base al numero che l’RNG seleziona. Questo sistema fu applicato alle slot machine già a partire dal 1963, al fine di garantire la sicurezza delle macchine da gioco.

Nel 1978 i matematici e crittografi Ronald RivestLeonard Adleman e Adi Shamir lavorarono ad un algoritmo matematico che è alla base del sistema RSA, ad oggi ritenuto ancora inattaccabile. Nel 1994 più di 600 gruppi di ricerca provenienti da 25 paesi violarono una chiave RSA da 129 cifre dopo 8 mesi di lavoro grazie a 1.600 computer connessi tra loro via internet. Gli attuali sistemi di criptazione utilizzano chiavi con codici a 2048 cifre. Con la migliore tecnologia attualmente disponibile sarebbe possibile forzare questi codici con un lavoro di qualche centinaio di anni. Questo sistema viene utilizzato per proteggere i nostri documenti, le nostre transazioni economiche, le nostre SIM card e molto altro. La sicurezza e la protezione dei dati sensibili diventa infatti un’esigenza sempre più sentita, alla quale si lavora costantemente e con grandi progressi.


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