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Recuperare i crediti nel 2015 dopo la riforma della giustizia


a cura di Marco Recchi
tastiera all'esperto

Recuperare i crediti nel 2015 dopo la riforma della giustizia
StopSecret Magazine intervista Nazzareno D’Atanasio CEO e fondatore di una delle principali aziende di recupero crediti italiane

Tra i tanti relatori che contribuiranno a chiarire i contorni della riforma della giustizia, ed in particolare quali impatti avranno i nuovi poteri di indagine degli ufficiali giudiziari, non poteva mancare, il punto di vista degli operatori del recupero crediti, grandi utilizzatori di servizi informativi e di indagine per finalità di gestione del credito.

StopSecret Magazine ha voluto coinvolgere in questa iniziativa Nazzareno D’Atanasio, da oltre 20 anni uno dei protagonisti di questo settore, tutt’ora alla guida di una delle aziende leader in Italia dopo aver rivestito anche importanti incarichi del settore bancario.

Come è cambiato il lavoro delle agenzie da quando ha iniziato lei?
Negli ultimi 20 anni l’attività di recupero crediti è stata investita da un forte mutamento strutturale. All’inizio il lavoro si basava su una più semplice attività di recupero crediti domiciliare, oggi invece si è sviluppato un processo che si è arricchito di numerose offerte, che ci portano a parlare di servizi di tutela del credito a 360°.

Infatti, se dal punto di vista dell’attività di recupero strettamente intesa è emersa una grossa ed evidente spinta verso un processo che ha esaltato il recupero attraverso il sollecito telefonico, dall’altro per ovviare alle esigenze delle committenti e ai mutamenti socioeconomici, sono emersi tutta una serie di servizi a supporto di quest’ultima, uno su tutti quello di back office integrato.

Di recente l’attività di tutela del credito si è dotata di una ulteriore freccia al proprio arco, che mira all’ambito più propriamente giudiziale.

Il cosiddetto “Master Legal” si avvale di un network di legali convenzionati la cui gestione della pratica integrata con la phone e la home collection garantisce una corretta valutazione del grado di recuperabilità dei crediti e l’utilizzo adeguato degli strumenti legali.

Oggi cosa occorre alle agenzie di recupero crediti per garantire la corretta gestione dei dati dei debitori?
Questo tema è un argomento centrale all’interno della nostra attività ed è oggetto di discussione presso l’associazione di settore, l’UNIREC, di cui Maran Credit Solution è socio-fondatore. Emerge la necessità di un quadro normativo di riferimento più chiaro rispetto a quello attualmente vigente, che definisca in maniera più precisa i compiti di una società di recupero crediti, permettendo all’agenzia e alle sue committenti di valutare e impostare le misure idonee per sostenere la corretta gestione dei dati dei debitori.

La normativa sulla privacy come impatta sul vostro lavoro?
Questo è un altro tema caldo della nostra attività, che in parte si collega alla domanda precedente.

La questione relativa alla normativa sulla privacy impatta sicuramente in modo rilevante, in quanto nell’attività di recupero crediti è importante prendere contatto con il cliente-debitore e allorché i dati forniti dal cliente-mandante non siano corretti o aggiornati, emerge la questione del rinvenimento di ulteriori informazioni rispetto a quelli forniti nel momento della stipula del contratto. E’ proprio in questa dimensione che ci si accorge che i confini che segnano i limiti della nostra attività sono alquanto labili.

Un quadro normativo di riferimento preciso e definito renderebbe sicuramente più semplice non solo il nostro lavoro, ma anche quello dell’autorità garante chiamata a vigilare su tale situazione.

La riforma della giustizia ed i nuovi poteri di indagine degli ufficiali giudiziari a suo avviso quali conseguenze avranno per il lavoro delle agenzie di recupero?
La possibilità offerta agli ufficiali giudiziari di accedere alla banche dati, denota il riconoscimento di tale figura all’interno del processo di recupero.

Questa situazione potrebbe portare un vantaggio sicuramente nell’ambito di un processo giudiziale, che per quanto riguarda la nostra azienda si riferisce all’attività relativa al master legal.

La definizione delle competenze dell’ufficiale giudiziario, però, dovrebbe riportare l’attenzione anche sull’attività stragiudiziale, in quanto sarebbe auspicabile che anche noi, come agenzie di tutela del credito, avessimo un riconoscimento del ruolo che svolgiamo all’interno della Società, in modo da creare un impatto positivo verso una maggiore incisività del nostro lavoro, sul recupero dei crediti.

di Marco Recchi
© Riproduzione riservata

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