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Valutare i crediti NPL


a cura di Marco Recchi
tastiera all'esperto

Valutare i crediti NPL
Strategie del professionista esperto nelle due diligence per la valutazione dei crediti

Valutare i crediti per il loro acquisto è una attività professionale e complessa, che porta il professionista chiamato a svolgerla ad assumersi delle responsabilità in termini di credibilità personale e soprattutto di resa dell’investimento per il suo cliente. Questo sia che il cliente faccia valutare dei crediti per cederli, sia al contrario, che lo faccia perché intenzionato ad acquistarli.

Una valutazione di un terzo serve infatti a rendere oggettivo il valore dell’insieme di crediti che si vuole cedere o acquistare.

Con il DM 53 del 2015, di cui approfonditamente si parlerà nel seminario organizzato da StopSecret Magazine  a cui parteciperanno i più importanti protagonisti di questo mercato (vedi presentazione evento) a Roma il prossimo 8 luglio 2015, si chiariscono le regole del gioco per l’acquisto dei crediti.

Oggi è chiaro che questa attività non è più attività finanziaria se svolta dalle agenzie di recupero con certe modalità.

Le agenzie di recupero con licenza ai sensi dell’art.115 TULPS infatti, sono entrate grazie al DM in questo mercato dalla porta principale, dopo che, per anni, avevano comprato ma solo con il requisito della “occasionalità”.

Oggi quindi la domanda che domina il settore è “come si valutano i crediti professionalmente?“.

Si, perché un conto è comprare un “pacchetto” di crediti (magari di small claims) che si sono gestiti personalmente per anni e di cui si conosce bene la resa in termini di recupero, un’altro è invece partecipare ad un’asta organizzata da un creditore con cui non si lavora e per crediti che non si conoscono sia in termini di anzianità che di tipologia.

Già, in questa ipotesi come ci si deve comportare per valutarli correttamente?

E se il pacchetto fosse addirittura misto, fatto cioè di small claims e di credito garantito: come si deve valutare questo pacchetto?

Al convegno dell’8 luglio parteciperanno gli esperti in  materia dello Studio Legale G.D. & Partners che iniziano a darci il proprio contributo attraverso quest’intervista all’Avv. Giovanni La Morticella.

Avvocato, come vede il DM 53? Questa iniziativa del legislatore porta infatti una grande novità, in altre parole le agenzie di recupero crediti sono già a suo avviso, dei player capaci di giocare questa partita efficacemente a vantaggio del sistema paese e che ruolo gioca il professionista terzo nella due diligence?
Indubbiamente il decreto introduce una grande opportunità per le Agenzie di recupero crediti che potrà essere di ausilio allo sviluppo dell’economia dell’intero paese. Le Agenzie di recupero crediti sono certamente dei player di lunga esperienza nel campo dei Non Performing Loans. D’altro canto, insieme con evidenti vantaggi il “nuovo mercato” espone le Agenzie di Recupero a notevoli rischi; circostanza che fa emergere nettamente il ruolo che dovrà ricoprire il complesso strumento della Due Diligence in questa partita.

Le procedure di valutazione dei crediti possono essere standardizzate o variano per tipologia di credito?
Lei ha centrato uno dei problemi principali dei grandi Investitori: tentare di standardizzare i processi di valutazione del credito.
Direi che sono vere entrambe le osservazioni: se si considera che l’attività due diligence inizia con una fotografia del credito o, meglio, della relativa esposizione debitoria, certamente ci si potrà muovere secondo dei parametri valutativi preordinati, i quali, però, dovranno necessariamente adeguarsi alle diverse tipologie di credito.

Nel mercato italiano i “portafogli” di crediti oggetto delle principali operazioni del mondo bancario e finanziario sono composti in modo omogeneo ovvero le operazioni di vendita sono fatte da insiemi variegati di crediti, ed in questo caso, come si valutano? Basta l’esperienza dell’imprenditore per portare a casa il risultato?
Le principali operazioni nazionali ed internazionali di cessione a cui il nostro studio ha partecipato non avevano caratteristiche univoche.
Raramente un Istituto di credito sceglie di formare un perimetro di crediti con caratteristiche omogenee e questo sia per rispondere alle esigenze di mercato quali, ad esempio l’ottimizzazione del prezzo di acquisto e la polverizzazione dei rischi, sia per esigenze gestionali e di bilancio del cedente medesimo. Oltretutto, le variabili che possono far cambiare drasticamente una previsione di recupero non riguardano propriamente ed unicamente i crediti. Il recupero può essere pregiudicato sia in termini quantitativi che temporali da una miriade di fattori diversi (territoriali, procedurali, giurisprudenziali o relativi alla persona del debitore e di eventuali garanti).
Con queste premesse il fiuto per un buon affare è essenziale ma non basta. Per una corretta valutazione di queste tipologie di portafogli occorre mettere in gioco competenze tecnico-giuridiche capaci di ridurre al minimo i rischi imprenditoriali connessi alla formazione del offerta di acquisto.

Quanto tempo occorre per effettuare una due diligence professionale?
Non esistono parametri fissi per valutare la durata di una due diligence, anzi spesso una proiezione corretta delle tempistiche si potrà avere solo ad operazione iniziata. Esistono comunque dei fattori indicativi per valutare sia la durata che il numero di risorse da impegnare. I principali sono due: composizione del portafoglio e numero di posizioni da valutare, che non necessariamente coincide con il totale dei crediti in cessione.
Infatti, raramente l’investitore decide di esaminare a tappeto l’intero portafoglio in vendita. Proprio per ridurre i tempi di valutazione e rispettare i termini indicati dal cedente per la presentazione dell’offerta è preferibile individuare un campione di crediti che siano maggiormente rappresentativi dell’intero perimetro.

Qual è il segreto della buona due diligence professionale?
Non credo che esista una soluzione infallibile. Certamente l’esperienza acquisita con i numerosi incarichi già portati a termine ci ha portato ad adottare la stessa ricetta, adattandola di volta in volta alle diverse situazioni che andiamo ad affrontare: utilizzazione di un team affiatato, esperto, costantemente aggiornato, sufficientemente scaltro, capace di lavorare a stretto contatto con i responsabili delle cessioni e con eventuali advisor e l’utilizzazione di parametri valutativi che recepiscano le esigenze del Cliente a sostegno di una corretta formazione dell’offerta di acquisto.

di Marco Recchi
© Riproduzione riservata


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