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Vigilanza privata a supporto della sicurezza pubblica: come e quando utilizzarla


a cura di Redazione
segreteria di redazione

Vigilanza privata a supporto della sicurezza pubblica: come e quando utilizzarla
La richiesta arriva dai cittadini, a fronte dell’incremento del tasso di minicriminalità: serve un controllo capillare e delle persone che supportino le Forze dell’Ordine per far fronte comune a 360 gradi contro la delinquenza.

L’emergenza sicurezza prodotta dall’immigrazione clandestina, dalla crisi economica e dall’aumento di furti e rapine nel nostro Paese, unito ad un sistema di leggi poco rigide e tolleranti, rende oggi necessario l’ausilio di personale specializzato che si occupi di agevolare, tramite segnalazioni e controlli, il lavoro delle Forze di Polizia locali. Lo chiedono i cittadini (esasperati e talvolta spinti “al fai da te”) e lo ribadiscono i funzionari pubblici (in alcuni casi applicandolo) a fronte del notevole aumento dei fenomeni di microcriminalità verificatosi negli ultimi anni: affiancare alle Forze dell’Ordine un gruppo complementare di vigilantes in grado di monitorare e presidiare il proprio territorio di competenza ventiquattrore su ventiquattro. Tutt’al più, se alla ormai drammatica situazione si aggiungono i significativi tagli, perpetrati dai recenti governi in nome della spending review, alla pubblica sicurezza e alle Forze dell’Ordine.

La vigilanza privata rappresenta ad oggi un servizio di sicurezza sussidiaria in costante ascesa e ormai operativo su tutto il territorio nazionale. Gli istituti di vigilanza offrono diverse soluzioni per contrastare il fenomeno della criminalità, svolgendo anche attività di prevenzione e mettendo sul campo tecnologie informatiche all’avanguardia.

Sono molti i contesti in cui le attività di vigilanza possono essere svolte dalle guardie giurate. In questo modo le forze di Polizia possono concentrarsi sulla tutela della sicurezza del territorio, che è molto più complessa. Ecco alcuni esempi in cui il servizio di vigilanza privata può operare:

  • contesti degradati o di disagio sociale (ad esempio quartieri);
  • situazioni in cui la popolazione può essere più esposta a rischio (ovunque si scatenino tensioni);
  • stazioni, metropolitane, parcheggi sotterranei, parchi pubblici;
  • stadi, luoghi di intrattenimento o di spettacolo;
  • mezzi di trasporto;

Un altro compito rilevante di cui vigilanza privata può si può far carico è quello delle segnalazioni, fondamentali per prevenire o ostacolare un reato. La segnalazione di qualunque genere, fatta da parte delle guardie giurate, è uno strumento fondamentale e particolarmente vantaggioso per la prevenzione sul territorio.

Dati alla mano (e concetto ormai ribadito da buona parte delle cariche istituzionali) la presenza di un servizio di vigilanza privata laddove sia stato sperimentato ha effettivamente prodotto una riduzione dei reati commessi, poiché “funge innanzitutto da forte deterrente ai fenomeni criminali”. Un lodevole esempio di questa collaborazione tra Forze dell’Ordine pubbliche e vigilanza privata è il progetto “Mille occhi sulla città”. Questo protocollo d’intesa, per iniziativa del Ministero dell’Interno, ha coinvolto tra gli altri soggetti la Prefettura, i Sindaci, i Comuni e gli Istituti di Vigilanza privata, che l’hanno sottoscritto con l’obiettivo comune di rendere le città italiane più sicure, al fine di restituire un po’ di serenità ai cittadini e per far fronte alla costante scarsità di personale appartenente alle Forze dell’Ordine. Un progetto che dev’essere replicato e sviluppato ancora, per garantire a tutta la cittadinanza quella serenità nei confronti della propria incolumità che è un diritto inalienabile di qualsiasi persona.

A cura della redazione
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