Vigilanza privata, DBNOSP attivo dal 1° febbraio


a cura di Redazione
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Vigilanza privata, DBNOSP attivo dal 1° febbraio

Lo scorso 14 novembre è stato presentato presso il Ministero dell’Interno il database nazionale delle guardie giurate: sarà attivo dall’ 1 febbraio 2019


Come annunciato dalla circolare ministeriale del 9 ottobre scorso, il DBNOSP, “Database Nazionale degli Operatori della Sicurezza Privata” sarà finalmente operativo a partire dal 1° febbraio 2019 presso tutte le Prefetture e le Questure del Paese. È quanto emerso a seguito dell’ultimo incontro, avvenuto mercoledì 14 novembre presso il Ministero dell’Interno, tra i rappresentati delle Istituzioni e una delegazione di FederSicurezza e Univ composta dal Consigliere Claudio Gatti e dal Segretario Generale Anna Maria Domenici.

Il DBNOSP, che sostituisce il registro delle guardie giurate, raccoglierà l’intero percorso professionale di ogni singolo operatore (istituti dove ha lavorato, formazione ricevuta, eventuali qualifiche per servizi di sicurezza sussidiaria, variazioni del rapporto di lavoro e relative motivazioni), fatta eccezione per i dati giudiziari o di polizia che continueranno a essere conservati dal CED Interforze o dalle altre banche dati pertinenti della polizia. Lo scopo del database è duplice: da una parte consentirà agli organi di controllo di rimanere in costante aggiornamento sullo stato dell’arte di un settore in continua evoluzione, dall’altra permetterà di semplificare l’iter burocratico per la gestione del rilascio e dei rinnovo dei decreti di nomina a gpg. Le modalità di consultazione e gestione della banca dati sono state raccolte in un apposito manuale operativo contenente le linee guida, facilmente consultabile nel sito dell’UPAS.


Infine, durante l’incontro del 14 novembre scorso è stata anticipata la prossima emanazione del decreto per l’individuazione dei requisiti minimi professionali e di formazione delle Guardie Particolari Giurate, come previsto dal comma 2 dell’art. 138 del TULPS. In merito, FederSicurezza auspica che il suddetto decreto non “si limiti ad una mera riproposizione di quanto già previsto dal Dm 269/2010 e dal Dm 154/2009 e relativo Disciplinare, ma soprattutto che non costituisca l’ennesimo aggravio a carico delle nostre imprese, al quale ben di rado, per non dire mai, corrisponde un riconoscimento in termini di valore del servizio”.


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