Vigilanza Privata: solo 3 istituti su 10 in regola con la certificazione


a cura di Redazione
segreteria di redazione

Vigilanza Privata: solo 3 istituti su 10 in regola con la certificazione
Il Ministero dell’Interno invita Prefetti e Questori a maggiori controlli


E’ stata diramata di recente la Circolare del Ministero dell’Interno – Dipartimento della Pubblica Sicurezza, datata 7 luglio 2016, avente ad oggetto Istituti di vigilanza privata. Verifica dell’attuazione delle disposizioni del decreto del Ministro dell’interno 4 giugno 2014, n. 115, in materia di certificazione della qualità dei servizi e degli istituti di vigilanza privata e contrasto al fenomeno dell’abusivismo nel settore.

La circolare, preso atto della situazione di forte ritardo nell’adeguamento, da parte degli istituti di vigilanza, alle prescrizioni in tema di certificazione introdotte dal DM 115/2014 (solo il 30% degli istituti, infatti, a quasi un anno dalla scadenza dei termini, risulta in regola con la certificazione), invita espressamente tutti i Prefetti ad adottare ogni iniziativa ritenuta opportuna, tenendo conto degli strumenti previsti dalla normativa di settore, che consente, come noto, l’adozione di diffide o di provvedimenti di natura sanzionatoria.

A tal proposito, si ricorda che, come chiarito dalla circolare dell’11 settembre 2014, l’eventuale provvedimento sanzionatorio non dovrà essere adottato in virtù di un automatismo in base all’esito del processo di verifica della conformità da parte dell’Organismo di certificazione indipendente, ma dovrà costituire sempre il risultato del processo di valutazione autonoma operato dall’Autorità di Pubblica Sicurezza, nell’ambito del quale il mancato rilascio o la revoca della certificazione costituisce uno dei presupposti.


Per quanto riguarda invece il fenomeno dell’attività di vigilanza svolta da soggetti non autorizzati e, di conseguenza, la reiterata richiesta di una corretta distinzione tra attività decretate e non, la circolare, pur ribadendo come il quadro normativo attuale sia da ritenersi sufficientemente chiaro e definito (si vedano, in proposito: l’art. 256 bis del Regolamento di esecuzione del Tulps; l’Allegato D, punto 3.B.1 del DM 269/2010; la Determinazione Anac n. 9 del 22 luglio 2015; il Vademecum Operativo diffuso con la circolare del Ministero dell’Interno del 24 marzo 2011, ecc.), invita tutti i Questori a dare maggiore impulso all’attività ordinaria di controllo svolta sul territorio, tenendo conto anche dell’apporto fornito dagli Organismi di certificazione della qualità, nonché delle segnalazioni provenienti dalle Parti Sociali, anch’esse sollecitate a fornire la massima collaborazione, segnalando eventuali situazioni di illegalità.

Infine, la circolare annuncia che, per i profili attinenti il rispetto delle condizioni di lavoro delle guardie giurate, il Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno è in procinto di avviare un apposito Tavolo di confronto con l’Autorità Nazionale Anticorruzione e il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Fonte: FederSicurezza


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