Vigilanza Privata, UNIV disdetta il contratto collettivo


a cura di Redazione
segreteria di redazione

Vigilanza Privata, UNIV disdetta il contratto collettivo
Entro i prossimi 3 mesi si chiederà l’apertura di un confronto in sede sindacale per avviare le trattative di rinnovo del CCNL


Lo scorso 30 giugno in occasione dell’assemblea generale di UNIV – Unione Nazionale Istituti di Vigilanza – si è deliberato all’unanimità la disdetta del vigente CCNL per i dipendenti da istituti di vigilanza privata e servizi fiduciari, in applicazione dell’art. 143, comma 2 del contratto e nel rispetto dei canonici 6 mesi prima della scadenza, fissata, come noto, al 31 dicembre 2015.

Una scelta dirompente che lancia un segnale politico importante, non certo per mera questione economica quanto piuttosto per dare corpo all’esigenza improcrastinabile di scuotere le coscienze di un sistema, ormai da troppo tempo, rannicchiato e fermo nel passato.


La speranza, per l’UNIV, è che sia l’occasione giusta per creare un nuovo momento ‘fondativo’ per il comparto, grazie anche al sostanziale e necessario apporto dell’imprenditoria di settore, che costringa le parti sociali e gli operatori tutti a prendere coscienza della necessità di ‘svegliarsi’ dal torpore dell’ultimo decennio.

Entro i prossimi 3 mesi, sempre nel rispetto della procedura, UNIV chiederà l’apertura del confronto in sede sindacale, per avviare le trattative di rinnovo del CCNL.

‘Non abbiamo volontà di destabilizzare il settore e speriamo di essere compresi nel nostro intento – dichiara Luigi Gabriele, Presidente UNIV –: non aspiriamo ad essere ‘distruttivi’, quanto piuttosto a lanciare un segnale sufficientemente forte da riuscire a coinvolgere tutti gli addetti ai lavori. Ormai non è più tempo per palliativi, aggiustamenti in corsa e ‘ritocchini’. La casa va costruita dalle fondamenta e, fermo restando il buono del passato, che intendiamo salvaguardare con tutte le nostre forze, non possiamo non tener conto dei cambiamenti epocali che si sono succeduti negli ultimi 8 anni. Sfidiamo chiunque a sostenere che le conseguenze di tali cambiamenti trovino una concreta rispondenza nell’attuale impianto contrattuale e nelle strutture che ne derivano’.

‘Ci sembra di correre il Gran Premio con una Ford T. Delle due, l’una: o non abbiamo nessuna intenzione di vincere o non ci curiamo di fondere il motore. Noi, chiaramente, non vogliamo né l’una né l’altra cosa: il nostro obiettivo è ‘semplicemente’ quello di dotarci di un mezzo idoneo per correre la sfida dei tempi’.

‘Facciamo appello agli ‘uomini di buona volontà’ e ai ‘liberi e forti’ – conclude Gabriele –, e se per farci ascoltare è necessaria la provocazione… allora la nostra mossa lo è’.

 

A cura di FederSicurezza


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