Il credito in Italia: i dati a cura di Experian


a cura di Redazione
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Il credito in Italia: i dati a cura di Experian

Nuovo Rapporto sul credito in Italia da parte di Experian: segnali positivi per il mercato del credito al dettaglio, trainato dall’incremento di leasing e prestiti finalizzati


Experian lancia il nuovo Rapporto sul credito in Italia. La prima analisi, che ha una periodicità semestrale, prende in considerazione i dati tra gennaio e giugno 2018. L’analisi monitora l’indebitamento nel nostro Paese, sulla base dei dati delle richieste e delle concessioni di credito al dettaglio (leasing, prestiti personali, prestiti finalizzati) grazie alla disponibilità da parte di Experian di un archivio di decine di milioni di posizioni creditizie in Italia. Un campione che rappresenta la quasi totalità del mercato e che è dunque indicativo dell’andamento dell’economia nazionale, offrendo una fotografia del debito di consumatori, professionisti e aziende.

Angelo Padovani, Ad di Experian, afferma: “Il patrimonio di dati e i sistemi di analisi di cui disponiamo ci permette di realizzare indagini sul mercato del credito e disegnare scenari di grande interesse per capire lo stato dell’economia. Come Sistema di Informazioni Creditizie (SIC) tra i principali in Italia, Experian può mettere a disposizione il suo punto di vista privilegiato, aggiungendovi anche l’esperienza internazionale. Da qui l’idea di un Rapporto sul credito che dia la misura dei trend in atto, come quello attuale di espansione del fintech, e consenta previsioni in relazione ai cambiamenti sociopolitici”.
Nel report sul primo semestre 2018 si registra rispetto allo stesso periodo del 2017 una crescita generalizzata della richiesta di finanziamenti nelle diverse forme esistenti: un segno di ripresa di fiducia nel futuro, perché si torna ad investire e a spendere per beni durevoli.
Un dato emblematico è anche l’incremento delle richieste di leasing, cresciute di circa il 14%: un aumento in controtendenza rispetto agli anni immediatamente successivi alla crisi del 2008, quando il settore aveva subito una contrazione così marcata da far commentare ad alcuni come questo segmento fosse ormai strutturalmente condannato alla fine. Inoltre il leasing auto, che è una componente trainante insieme allo strumentale, è da anni oggetto di una concorrenza agguerrita da parte delle società di renting.


Se il dato precedente è significativo, dobbiamo anche ricordare che una quota consistente delle richieste arriva dalle finanziarie captive delle case automobilistiche.
Carlo Gabardo, Head of Analytics di Experian commenta così questa tendenza: “Colpisce che le operazioni con persone fisiche rappresentino ormai il 43% del totale e aumentino di oltre il 15% contro una crescita di poco inferiore al 5% relativa alle persone giuridiche. Un fatto che, associato all’incremento del leasing auto, da un lato conferma la domanda di leasing da parte di professionisti e partite Iva, dall’altro può essere letto come un inizio nel nostro Paese del “mega-trend” che vede la proprietà individuale dell’auto destinata a diminuire nei prossimi anni. D’altro canto il numero sui prestiti finalizzati (+17% prestiti delle captive auto che pesano per circa il 50% del totale erogato) sembra dire che, per ora, la maggior parte degli italiani privilegi ancora la proprietà individuale dell’auto, rispetto a forme alternative di utilizzo. La raccomandazione ai Policy Makers presenti e futuri è di tenere conto di questa notevole rilevanza “indiretta” dell’auto nel settore del credito quando formuleranno le, ormai irrinunciabili, politiche di incentivo dei mezzi più ecologici e sostenibili”.
Nell’ambito delle richieste di prestiti finalizzati a persone fisiche, la parte del leone la fanno le finanziarie e captive auto (oltre il 90% del totale) con una crescita complessiva del comparto di oltre il 14%. L’aumento maggiore, quasi il 34% in più rispetto al periodo precedente, si registra per quelli erogati dalle finanziarie. Per i prestiti personali, ossia non finalizzati all’acquisto di un bene o servizio specifico, sono anch’essi aumentati di circa il 12% rispetto al 2017 e hanno registrato una crescita leggermente maggiore nel settore bancario (+13% rispetto al 2017) rispetto alle finanziarie (+10% circa).
In definitiva, il mercato del credito al dettaglio gode di buona salute, soprattutto per leasing e prestiti finalizzati; consumatori, professionisti e imprese sempre più spesso accedono alle richieste di finanziamento in condizioni tali da avere esito favorevole da parte delle istituzioni finanziarie, con tassi di accettazione delle richieste molto elevati (dal 75% all’85% circa). Nell’ambito dei prestiti personali invece si registra un tasso di accettazione relativamente meno elevato, (circa 60%) dovuto alla maggiore rischiosità di questa forma di finanziamento. La forte attenzione alla qualità del credito messa in atto dagli operatori si traduce in tassi di insolvenza a livelli mediamente molto bassi. I prestiti personali concessi nel 2016 in media presentano dei tassi di default che meno di un decennio fa non avrebbero destato particolare sorpresa se associati a forme di credito pienamente garantite come i mutui immobiliari. Questo fa ritenere che gli operatori del mercato siano usciti dalla grande crisi finanziaria con strumenti e processi molto più robusti che in passato. Inoltre permette di concludere che il presidio sulla selezione del credito rimane una priorità per tutti. I tassi di insolvenza molto contenuti sugli altri prodotti (mutui immobiliari su tutto), sembrano confermare tali circostanze.

 


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