Npl, Big Data e robot per velocizzare l’attività dei gestori


a cura di Cosimo Cordaro
direttore editoriale

Il volume dei Big Data nel mondo è in crescita esponenziale: un patrimonio di informazioni che anche i gestori di Npl posso utilizzare per velocizzare i processi di gestione e recupero crediti


Il mercato dei crediti deteriorati in Italia è in fibrillazione. Se da un lato, negli ultimi 5 anni le banche hanno fatto un grande sforzo per dimezzare lo stock di Npl, dall’altro la Bce preme per continuare il lavoro di pulizia e per concentrarsi sui crediti Utp. Inoltre, nei giorni scorsi, Bankitalia ha annunciato una serie di incontri con le società specializzate nel recupero crediti per verificare se sono sufficientemente attrezzate e se rispettano le normative in materia.

I crediti deteriorati hanno generato una vera e propria industria, che ad oggi conta oltre 17 mila addetti, la seconda più grande in Europa. Molti operatori specializzati hanno incrementato le loro dimensioni mettendo anche in moto una fase di aggregazione tra i diversi servicer per sfruttare le economie di scala. Tuttavia, per velocizzare i processi di gestione e recupero crediti sono necessari importanti investimenti in tecnologia.

In questo senso, robotizzazione e Big Data rappresentano la soluzione alle esigenze dei gestori di Npl. Un recente studio del Garante per la privacy, AGCOM e AGCM ha rivelato che dal 2011 al 2018 il volume di Big Data creati nel mondo è quasi decuplicato. Questa enorme mole di informazioni rappresenta una risorsa importante per i servicer. Inoltre, la robotizzazione di alcune fasi dell’attività di gestione dei portafogli Npl consentirebbe agli operatori di concentrarsi sui servizi a maggiore valore aggiunto. L’insieme di queste attività permette inoltre un vantaggio anche in termini di costi sul valore dei portafogli da recuperare. In media essi vengono ceduti dalle banche al 20-23% del loro valore nominale e per fare in modo che il recupero sia redditizio è necessario recuperarne un valore di circa il 40%.

Infine, i Big Data consentirebbero una maggiore qualità nella valutazione e gestione dei portafogli Npl sia in fase di definizione del prezzo da parte del cedente e dell’acquirente, sia nella fase di lavorazione e quindi recupero dei crediti deteriorati acquisiti. In quest’ottica le informazioni anagrafiche e patrimoniali su ogni singola posizione diventano fondamentali e con esse le collaborazioni dei grandi player con società specializzate nelle investigazioni sul credito.

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