Frodi creditizie: + 27.000 casi per un danno stimato che supera i 135 milioni di Euro


a cura di Redazione
segreteria di redazione

Frodi creditizie: + 27.000 casi per un danno stimato che supera i 135 milioni di Euro

Le frodi sono in preoccupante crescita tra gli over 60 (+14,7%) e risultano più che raddoppiate quelle con un importo tra i 3.000 e i 5.000 euro.
La Campania al primo posto tra le regioni con il maggior numero di casi, seguita da Lombardia e Lazio.


Le frodi creditizie realizzate mediante furto di identità continuano ad avere una forte incidenza sul settore del credito al consumo in Italia. Infatti, i dati relativi al 2018 contenuti nella 28^ edizione dell’Osservatorio CRIF – Mister Credit sui Furti di identità e le Frodi Creditizie mettono in evidenza oltre 27.000 casi, con un importo medio pari a circa 5.000 Euro.
Complessivamente la perdita economica stimata ha superato i 135 milioni di Euro.

Nello specifico, i casi di frode con un importo tra i 1.500 e 3.000 euro rappresentano il 22,5% del totale e sono aumentati del +33% rispetto al 2017; calano invece leggermente i casi di frode con importi sotto i 1.500 euro (-3,2%). Inoltre, risultano più che raddoppiati i casi con importo tra i 3.000 e i 5.000 euro, che passano dal 9,3% del totale nel 2017 al 19,6% del 2018, mentre mantengono una quota pari a circa il 10% le frodi con importo superiore a 20.000 euro.


IL PROFILO DELLE VITTIME
La ripartizione delle frodi creditizie per sesso evidenzia come la maggioranza delle vittime siano ancora una volta uomini (il 61,6% del totale, per la precisione), con una incidenza in crescita rispetto all’anno precedente.

Osservando la distribuzione dei casi per classi di età, dall’ultima rilevazione si nota come si sia invertita la tendenza evidenziata l’anno precedente: infatti, la fascia di età con il maggior incremento percentuale dei casi è quella degli over 60 anni (+14,7%), mentre diminuisce l’incidenza dei 31-40enni (-7,6%); al contempo, anche le vittime under 30 anni risultano in calo (-3,5% rispetto al 2017). In ogni caso, la fascia maggiormente colpita dal fenomeno rimane quella dei 41-50enni, con circa un quarto delle vittime.

La distribuzione per regione
La ripartizione delle frodi per regione di residenza dichiarata al momento della richiesta del finanziamento mostra una maggiore incidenza dei casi in Campania (con il 16,5% del totale delle frodi creditizie commesse in Italia), Lombardia (11,6%), Lazio (11,2%) e Sicilia (10,2%), seguite a maggiore distanza da Puglia (7,5%) e Piemonte (6,9%).
In sostanza, si tratta delle stesse regioni che anche nel 2017 occupavano i primi posti, ma con la novità del primo posto nel ranking occupato dalla Campania a scapito della Sicilia, che scende in quarta posizione.

 Rapportando invece il numero di casi rispetto ai contratti di finanziamento erogati alle famiglie, nel corso del 2018 in alcune Regioni emergono dei cambiamenti significativi. Infatti, la Calabria scala la classifica passando dall’ottava posizione alla seconda, alle spalle della Campania. Elevata l’incidenza anche in Sardegna, Abruzzo e Puglia. Al contrario, la Lombardia scivola oltre metà classifica.
Inoltre, dall’analisi emerge come alcune regioni minori (ad esempio il Molise e Abruzzo) spicchino nella classifica per una incidenza particolarmente elevata rispetto ai volumi di credito concessi alle famiglie.

 

LE CARATTERISTICHE DELLE FRODI CREDITIZIE

Le tipologie di finanziamento oggetto di frode

Il prestito finalizzato continua a fare la parte del leone: i casi di frode che interessano questa tipologia di prodotto di credito registrano un incremento di circa il +28% rispetto alla precedente rilevazione, arrivando a spiegare quasi 3 casi su 4, con un importo medio pari a 6.400 Euro.
Pur restando al secondo posto, con il 12,7% dei casi, le carte di credito confermano il trend in calo già avviato nel I semestre 2017. Anche i casi di frode sui prestiti personali risultano in significativa flessione (-23% circa rispetto all’anno precedente).

Le principali categorie di beni e servizi acquistati con un prestito ottenuto in modo fraudolento
Nell’ambito dei prestiti finalizzati ottenuti in modo fraudolento, il 32,7% dei casi ha per oggetto l’acquisto di elettrodomestici, ma quote rilevanti hanno riguardato anche il comparto auto e moto (11,8% del totale), l’arredamento (9,9%), le spese per la casa (9,7%) e gli acquisti di prodotti di elettronica, informatica e telefonia (8,5%).

Per quanto riguarda invece il tipo di bene in rapporto ai volumi di crediti erogati, spicca l’incidenza dei finanziamenti ottenuti in modo fraudolento per l’acquisto di viaggi e intrattenimento e quelle su consumi e spese per la casa (immobili/ristrutturazione). Rispetto alla rilevazione precedente è interessante evidenziare il continuo aumento dei casi di frode che hanno come oggetto finanziamenti relativi a trattamenti estetici/medici (anche se si fermano al 5,2% del totale).

I tempi di scoperta delle frodi creditizie
I tempi di scoperta tendono a concentrarsi principalmente da due macro categorie: da un lato quasi il 54% dei casi viene scoperto entro 6 mesi, dall’altro lato continuano ad emergere casi di frode messi in atto 3, 4 e addirittura dopo 5 anni prima che vengano intercettati (con un aumento del +2,6% rispetto al 2017).
Andando ad analizzare i tempi di scoperta rispetto al valore del finanziamento fraudolento, emerge che la maggior parte dei casi scoperti entro i 6 mesi riguardano importi inferiori ai 5.000 euro (il 60,8% del totale), mentre le frodi con importi superiori ai 10.000 euro necessitano di tempi più lunghi per venire individuati, in particolare il 14,9% richiede oltre 5 anni.

I tentativi di frode intercettati dalle banche dati del sistema SCIPAFI
L’Osservatorio CRIF-MisterCredit presenta al suo interno anche un approfondimento basato sui dati relativi agli alert più significativi emersi dalle interrogazioni fatte ai servizi di prevenzione frodi gestiti da CRIF con la tramitazione delle banche dati SCIPAFI.
In generale, come osservato anche negli anni precedenti, viene confermato l’utlizzo preponderante della carta di identità, rubata o contraffatta, come documento identificativo quasi nell’80% dei casi, seguito dalla patente (18%).
In particolare emerge che circa il 2% dei documenti presentati in fase di identificazione anagrafica è una carta di identità contraffatta oppure valida ma non riconducibile al soggetto.
Per quanto riguarda le patenti, nel 2,7% dei casi sono inesistenti o non appartenenti al soggetto. Infine, relativamente ai passaporti, il 17,7% dei casi di frodi che utilizzano questa tipologia di documento risulta essere collegata all’uso di un documento con un numero inesistente.

 “I ladri non sono più solo coloro che si introducono in casa per rubare oggetti di valore, ma sempre più spesso sono interessati ai dati riservati che possono aprire loro le porte dei nostri account di posta elettronica e social network, conti correnti e carte di credito, con pesanti conseguenze per chi subisce frodi e furti d’identità – commenta Beatrice Rubini, Direttore della linea Mister Credit di CRIF –. Durante il periodo estivo, poi, questo fenomeno si intensifica ulteriormente, ad esempio a causa delle truffe legate alle vacanze, con tante persone che ingenuamente rispondono ad annunci apparentemente vantaggiosi, fornendo persino copia dei propri documenti senza pensare che possano finire nelle mani di un malintenzionato. Pertanto, allo stesso modo in cui installiamo un sistema di allarme per difendere la nostra casa, anche per proteggere i nostri dati e la nostra identità bisognerebbe adottare comportamenti accorti e dotarsi di adeguati servizi di protezione, in grado di allertarci al primo segnale di pericolo: ad esempio, un sms collegato all’utilizzo della carta di credito o sistemi di alert che avvisano se viene richiesto un finanziamento a nostro nome, possono evitare sgradite sorprese”.

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